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lunedì 14 marzo 2016

GIOCHI PER TUTTI I SENSI #3 – MEMORY

Prima ancora di diventare un gioco in scatola, il Memory veniva già praticato anche con le carte di un mazzo tradizionale, e così è noto con vari nomi tra cui memoria
da "Dizionario dei giochi", Zanichelli


Nella mia infanzia il gioco del memory ha sempre avuto un posto privilegiato.
Ricordo l’edizione ancora in vendita della Ravensburger con la scatola rossa e i disegni delle tessere dal tratto a matita ben visibile, con figure semplici e dai colori accesi. Il pesce, il fantasma, la casa, le matite colorate le mie preferite.


Ancora oggi quando lo vedo tra gli scaffali dei negozi non posso fare a meno di pensarmi bambina, in quella casa, in quella stanza, su quel tavolo da cucina.
Ricordo il piacere del ritmo del gioco. All’inizio lento poi via via sempre più veloce. La torretta delle coppie vinte che diventava sempre più alta. La partita vinta e quella persa. La voglia di una rivincita. Dover rispettare le regole. Ma sopratutto ricordo i sorrisi delle persone che condividevano con me una partita, due, tre…
Quelle preziose sensazioni, indelebili, che custodisco gelosamente.


Il memory ha assunto nel tempo diverse forme e realizzato con diversi materiali. Ci sono memory di cartone, di legno, di stoffa. Memory con immagini di animali, oggetti, forme, colori, personaggi televisivi preferiti...
Memory grandi e memory piccoli da portare in viaggio. Memory da stampare e creare in casa oppure infinite versioni digitali da scaricare su smartphone, tablet, computer.

Oggi vorrei mostrarvi come costruire un memory tattile e le sue variabili di gioco. In commercio ne esistono già molte versioni, ma crearne uno a casa è una buona occasione per coinvolgere l'intera famiglia per esempio nella ricerca dei materiali. Parlo già di sensi e di giochi da costruire in casa qui e qui. Di un memory regalato per una nascita invece ne parlo qui.

Ho scelto di costruire un memory tattile con diversi materiali che suscitano diverse sensazione, ma con un colore unico. Questa scelta consente di esercitare la memoria giocando al memory, consente di esplorare i sensi con la scelta di materiali diversi e infine volge lo sguardo anche al colore.




Come si gioca?

Coppie
Il modo più semplice per giocare è quello di disporre le tessere sul tavolo e il bambino gioca a formare le coppie in base al colore e al materiale. In questo modo ha la possibilità di esplorare le prime sensazioni tattili e scoprire per esempio che ci sono molte varianti di verde.

Memory
Il secondo step potrebbe essere quello di giocare al memory classico con le tessere rovesciate sul tavolo. Cercare le coppie di materiali e colori per allenare la memoria, rispettare le regole, gestire vittorie e sconfitte.



Gioco "al buio"
Il passo successivo potrebbe essere invece quello di giocare "al buio". In questo caso si privilegia il gioco tattile e i bambini formano le coppie in base alle sensazioni: morbido, soffice, duro, ruvido, liscio, freddo, caldo... Da giocare da soli o in gruppo.



Gruppi e classificazioni tattili
Si può giocare creando delle famiglie e delle classificazioni secondo il senso del tatto.

Dal liscio al ruvido


Materiali morbidi

Materiali ruvidi 

Materiali lisci


Gruppi e classificazioni di colore
Si può giocare con la vista e creare dei gruppi in base ai colori: dal chiaro allo scuro ad esempio.

Dal più chiaro al più scuro

O creare famiglie di colori.








Contrasti
Si può ancora giocare ai contrasti. Creare coppie con materiali e colori contrastanti tra di loro:
chiaro - scuro, duro - morbido, liscio - ruvido, caldo - freddo, lucido - opaco, spugnoso - compatto...



Perché è importante giocare ancora al gioco del Memory, ma non solo?
Vorrei rispondere a questa domanda con le parole di un'esperta in giochi, Alessandra Valtieri che recentemente per Giunti ha scritto "Il coniglio di velluto - Guida narrata a giochi e giocattoli da 0 a 6 anni".

"Risolvere i problemi e apprendere. Detto in modo estremamente scarno sono queste le finalità che accomunano il memory, la tombola, il domino di immagini e il gioco dell'oca, i primi giochi di società con cui il bambino si cimenta intorno ai tre o quattro anni. Giochi semplici, che si concludono nel giro di pochi minuti, perché quando si è piccoli è difficile rimanere a lungo concentrati; giochi che si fondano su strategie chiare e lineari, ma che, nella loro elementarità, sono indispensabili per imparare a condividere le regole necessarie per giocare con altri, per trovare e usare le parole che spiegano queste regole, per mettere in essere tattiche precise, pianificarle e prendere decisioni. Aiutano a trovare la concentrazione, stimolano l'attenzione, la memoria e la capacità di classificare, fanno sorgere domande che esigono riposte immediate, aiutano a strutturare il pensiero critico e le competenze analitiche".

E infine... come costruire il gioco?
Con delle tessere in mdf che si acquistano in centri di hobbistica, del nastro adesivo, carte e stoffe di tutti i tipi, un pò di pazienza per assemblare tutto e il gioco è fatto.

Buon divertimento!




martedì 12 gennaio 2016

GIOCHI PER TUTTI I SENSI #2 – IL TATTO

Il tatto è il senso più sviluppato dal momento che veniamo al mondo. Durante la gestazione è in assoluto il primo senso che si sviluppa subito dopo la fase embrionale.
Il con-tatto è molto importante per lo sviluppo affettivo-emotivo del bambino e con la crescita diventa uno strumento fondamentale di ricerca, scoperta e auto apprendimento.
Il bambino comincia prima con la scoperta del proprio corpo, le mani, i piedi e il viso, poi continua con la scoperta degli oggetti non solo con le mani, ma anche con la bocca.

Con lo sviluppo degli altri sensi, la vista, l'acquisizione della parola, sembra però che il tatto non sia più un senso così importante. Infatti noi adulti diciamo spesso ai bambini "NON TOCCARE". Chissà perché, una volta cresciuti, il tatto assume sempre meno importanza.
Proprio per questo motivo è importante che gli insegnanti della scuola dell'infanzia, elementare, ma non solo, cerchino di ridare valore a questo prezioso strumento di conoscenza.

Con questo post vorrei continuare la serie dedicata "al fai da te". Piccoli giochi sensoriali facili da costruire a costi contenuti. Qui potete rileggere il post dedicato all'educazione del colore.
Prima però di darvi dei consigli su come costruire un percorso tattile vorrei esporvi una piccola ricerca di come il tatto ha ispirato artisti e pedagogisti.

Nel 1916 Constantin Brancusi realizza  una "Scultura per cieco". La prima versione dell'opera fu presentata a New York nel 1917 chiusa in un sacco con due buchi per passarvi le mani e poter toccare e "sentire" l'opera. Brancusi invita a superare l'ostacolo visivo per raggiungere attraverso il tatto un rapporto più intimo con l'opera.


Filippo Tommaso Marinetti nel 1921 redige il Manifesto futurista del Tattilismo. Ne da lettura al Teatro dell'Opera di Parigi. 

[...] nell'estate del 1920, ad Antignano, là dove la via Amerigo Vespucci scopritore di Americhe s'incurva costeggiando il mare, creai la prima tavola tattile. Sulle officine occupate dagli operai garrivano bandiere rosse. Ero nudo nell'acqua di seta, lacerata dagli scogli, forbici coltelli rasoi schiumosi fra i materassi d'alghe impregnate di iodio. Ero nudo nel mare di flessibile acciaio, che aveva una respirazione virile e feconda. Bevevo alla coppa del mare piena di genio fino all'orlo. Il sole con le sue lunghe fiamme torrefacenti vulcanizzava il mio corpo e bullonava la chiglia della mia fronte ricca di vele. Una ragazza del popolo, che aveva odore di sale e di pietra calda guardò sorridendo la mia prima tavola tattile: -Si diverte a fare barchette! Io le risposi: - Si, costruisco un'imbarcazione che porterà lo spirito umano verso paraggi sconosciuti [...].

Tavola tattile, "Sudan-Paris, 1920
                                                   
La superficie dell'opera è progettata per restituire al tatto le sensazioni che suscitano i due luoghi: seta liscia, velluto e pelliccia per Parigi, nella parte inferiore dell'opera. In quella superiore una grattugia, il sughero, le setole di una spazzola e la tela grezza per il Sudan.

Daniel Spoerri nel 1962 con l'opera "Dylaby" propone un'innovazione artistica che potrebbe essere definita come "tattilismo ambientale" per provare allo spettatore sensazioni cinestetiche.


Nel 1960 nasce G.R.A.V. un Gruppo di ricerca di arte visuale. Nel 1963 partecipano alla terza Biennale di Parigi con un'opera "Il labirinto" che vuole lo spettatore protagonista e fruitore dell'opera stessa. 



Vogliamo interessare lo spettatore, disinibirlo, metterlo a suo agio. Vogliamo farlo partecipare. Vogliamo porlo in una situazione che egli stesso mette in moto e trasforma. Vogliamo che sia cosciente della sua partecipazione. Vogliamo che si orienti verso un'interazione con altri spettatori. Vogliamo sviluppare nello spettatore una forte capacità di percezione e d'azione. Uno spettatore cosciente del suo potere d'azione e stanco di tanti abusi e mistificazioni potrà fare egli stesso la vera
rivoluzione nell'arte. Metterà in pratica le parole d'ordine:
VIETATO NON PARTECIPAREVIETATO NON TOCCAREVIETATO NON ROMPERE.

Nelle immagini che seguono altre due opere di artisti nel quale lo spettatore interagisce con l'opera stessa.

"Penetrable" di Jesus Rafael Soto

"In cubo" di Luciano Fabro, 1966

Bruno Munari ha utilizzato il tatto in molte sue opere.

Beba Restelli le descrive in un suo testo dal titolo "Bruno Munari, la polisensorialità e i bambini".

"La prima tavola tattile risale al 1931, a questa ne seguiranno altre. Realizzate su tavole di legno, presentano vari materiali come carte vetrate di varia finezza, sughero, corde, metallo, pelle e pelliccia così da offrire diverse sensazioni visive e tattili. Sulla tavola del 1943 l'artista indica i tempi di lettura (lento, forte, veloce, velocissimo), come fosse una partitura musicale".

Bruno Munari, Tavola tattile, 1938, materiali vari (ferro, carta abrasiva, filo, corda, velluto, pelliccia, stoffa, plastica, chiodi) 
su supporto in legno, 122 x 13 x 3 cm, collezione Miroslav Hajek.

"Nel 1976 Munari progetta il Messaggio tattile per una bambina non vedente. Il Messaggio, con le sue continue sorprese, riprende già l'idea espressa dall'artista con la Tavola Tattile, un'opera d'arte da percepire con il tatto, indispensabile per un non vedente, ma altrettanto importante per i vedenti. Si tratta di una composizione lineare alta 2 metri - precisa Munari - invitandoci a farla passare tra le mani come un rosario. È formata da una corda di plastica liscia, un nodo di canapa, una catenella di pallone cromata, plastica morbida in strisce, un anello di ferro a cui sono attaccati altri materiali quali canapa sfilacciata, corda di manila, rafia natura; un tubo di PVC morbido, una molla metallica, un altro nodo, un filo di lana, un pezzetto di pelliccia e una fettuccia con bottone e asole. I materiali sono indicati nel disegno da Munari stesso che è solito accompagnare le sue opere da precise istruzioni per essere ben capito, offrendo la possibilità di ripetere le esperienze".

Bruno Munari, 1976
Messaggio tattile per una bambina non vedente

Nel 1977 apre a Milano, legato alla mostra "Le mani guardano" dal Beaubourg parigino, il primo laboratorio tattile.

"A Parigi la mostra non aveva laboratorio tattile, ma invece a Milano, su richiesta degli stessi organizzatori, venne allestito un laboratorio tattile in due sale adiacenti alla mostra.
Nella mostra i visitatori avevano molto da toccare, materiali e modelli, piante di città in rilievo, scatole nere nelle quali si poteva introdurre una mano per toccare, senza vedere, materiali diversi. [...] Come per il Laboratorio di Brera i bambini delle scuole elementari venivano accompagnati dagli insegnanti e si fermavano circa un'ora per fare l'esperienza tattile. Una grande porta che collegava la mostra francese con il laboratorio era trasformata in spessore tattile da attraversare per entrare nel laboratorio; bambini e adulti dovevano farsi strada facendo un varco tra i diversi materiali appesi che, logicamente, venivano toccati per spostarli. Era questo il contatto che introduceva i visitatori in un luogo dove tutto era da toccare [...]"

da "I laboratori tattili" di Bruno Munari
Edizioni Corraini, 2004



Qui e qui potete rivedere due post legati al tatto secondo il Metodo Bruno Munari®.

Bruno Munari realizza, per bambini che ancora non sanno leggere, i "Prelibri". Dodici piccoli libri-oggetto di 10 x 10 cm. costruiti con diversi materiali quali il panno, la plastica, il legno, la carta, il cartoncino, il cartone, la friselina, il panno spugna. La diversità non sta solo nei materiali, ma anche nel tipo di rilegatura: con punti metallici, con spirali di plastica e metallo, mediante brossura, con dello spago, cuciti...

"Si potrebbe dire in modo approssimativo, che il bambino riceve diverse informazioni attraverso tutti i suoi recettori sensoriali, e viene a conoscere questi oggetti che si chiamano libri, dove ogni libro ha una informazione diversa: uno di storia naturale, uno di ginnastica, uno di fantascienza, uno di geometria dinamica, una possibile favola da inventare, uno sulla percezione dei colori, un gioco di prestigio, un libro morbido e affettuoso come la coperta di Linus."
Bruno Munari, "Da cosa nasce cosa", Editori Laterza, 2000



Maria Montessori ha realizzato una serie di materiali sullo sviluppo del senso tattile.

Eccone alcuni esempi:
1- tessuti, si lavora per appaiamento.
2- tavolette del liscio e del ruvido, si lavora per grado di difficoltà. Tavola con un contrasto, tavola
    con più contrasti, tavola con le varie gradazioni di ruvidità.
3- tavolette termiche, si lavora per appaiamento. 6 paia di tavole con materiali differenti da accostare
    per sviluppare il senso termico.
4- tavolette bariche, realizzate con tre legni diversi per sviluppare il senso del peso.

Materiali di Maria Montessori per sviluppare il senso tattile
mediante esercizi ripetitivi.

Ma come realizzare un percorso tattile? Cosa troviamo in commercio?
In commercio si possono trovare moltissimi giochi legati al tatto. A volte però la qualità lascia un pò a desiderare. Altre invece il costo, nonostante una buona qualità, è troppo alto.
Che siate genitori, nonni appassionati del fai da te, insegnanti, in poco tempo e a costi contenuti potrete realizzare delle tavole tattili di ottima qualità.

Cosa serve?
- base in legno MDF della dimensione desiderata (io ho utilizzato un A4);
- nastro biadesivo;
- materiali diversi (cartone ondulato, mangiafumo, pelli e pellicce, zerbini, pvc, metalli, plastiche...).

Più i materiali sono diversificati tra loro più si da la possibilità a chi sperimenta di avere sensazioni diverse e percepire maggiori contrasti. Non solo il liscio e il ruvido, ma anche il caldo e il freddo, il morbido e il duro, il piatto e l'ondulato, il pungente e il vellutato...





I bambini all'opera...






Un'esperienza tattile di questo tipo permette al bambino in primo luogo di divertirsi, di relazionarsi con i compagni, fare delle scelte sul tipo di materiale preferito e quello più sgradevole. Capire il perché. Dare un nome ai materiali. Quale materiale sto toccando? Giocare con i contrasti e le similitudini. Allargare il proprio vocabolario. Un'esperienza ricca che allena tutti i sensi.

Una mostra interessantissima "VIETATO NON TOCCARE a contatto con Bruno Munari" aprirà le porte alla sperimentazione tattile e sarà presente al MUBA dal 22 gennaio al 15 settembre.


mercoledì 16 dicembre 2015

GIOCHI PER TUTTI I SENSI #1 – L'EDUCAZIONE AL COLORE

Durante i tre anni trascorsi nelle scuole dell'infanzia e asili nido cercando di promuovere un modo diverso di fare e vedere le cose attraverso i laboratori Bruno Munari, ho sentito l'esigenza di costruire delle piccole esperienze sensoriali, affinché i bambini potessero divertirsi giocando e imparando attraverso i sensi.

Ho iniziato così a costruire, con un "fai da te" assolutamente casalingo, piccoli giochi sensoriali per i bambini delle scuole, ma non solo. Giochi per tutti i sensi, giochi tattili, sonori, olfattivi e visivi. Guardate qui e qui.

Oggi in particolare vorrei parlarvi dell'esperienza visiva e dell'educazione del "senso cromatico". Seguiranno altri post su piccoli giochi sonori, olfattivi e tattili.

Questi giochi traggono ispirazione dai materiali di una grande pedagogista, educatrice, filosofa, medico Maria Montessori la quale dice ne "La scoperta del bambino" che "l'educazione dei sensi, formando uomini osservatori, non compie solo un ufficio generico di adattamento all'epoca presente della civiltà, ma ancora prepara direttamente alla vita pratica".

Spolette colorate

Nell'immagine appena sopra potete osservare tre scatole: una piccola, una media e una grande. Sono le spolette colorate ideate appunto da Maria Montessori. Si chiamano spolette proprio perché originariamente "il materiale consta di tavolette intorno alle quali sono avvolti dei fili di seta vivamente colorati" (Cit. ne "La scoperta del bambino").

La scatola piccola contiene sei spolette con i tre colori primari, due per ogni colore. La scatola lunga oltre ai colori primari si aggiungono quelli secondari, il bianco, il nero e il grigio per un totale di undici coppie di colore. Mentre nella scatola grande ci sono gradazioni di nove colori scomposti in sette sfumature.

Il bambino a partire dai due anni (l'età è comunque però molto variabile e personale) può giocare autonomamente appaiando i colori e cercando anche di nominarli correttamente. Per le prime prove è comunque preferibile che il bambino sia accompagnato nel suo percorso di scoperta. Si comincia dalla scatola più semplice per arrivare alla più complessa.

Colori primari

Si continua poi con la scatola del lungo appaiamento.

Colori secondari

Per arrivare alla scatola delle nove gradazioni di colore.
"Ho visto i bambini prendere l'intera scatola di 63 colori, rovesciarla sul tavolo, mescolare a lungo le tavolette: poi rapidamente riformare i gruppi e disporli per gradazione, costruendo una specie di tappetino vagamente colorato e sfumato, sul tavolo.
I bambini riescono presto ad acquisire un'abilità, innanzi alla quale noi restiamo confusi. I bambini di tre anni riescono a mettere in gradazione tutte le tinte" (Cit. ne "La scoperta del bambino").

Gradazioni - sfumature

Laddove non ci fosse la possibilità di acquistare questi meravigliosi materiali una possibilità è quella di costruirseli da soli. Io ho scelto un modo semplice, veloce e pulito.
Con dei campioni di colore che si possono reperire gratuitamente nei colorifici, un taglierino, del nastro biadesivo e dei rettangoli di legno si assembla il tutto e il gioco è fatto.




Durante un laboratorio alla scuola dell'infanzia ho proposto il "tavolo cromatico". Quattro esperienze sull'educazione al colore da sperimentare singolarmente, in coppia o a piccoli gruppi:

1. Gradazioni e sfumature dal bianco al nero;
2. Giochi di trasparenze e sovrapposizioni;
3. Gradazioni e sfumature dal giallo al rosso;
4. Giochi ottici e mescolanze.


Ed ecco i bambini all'opera: grandi lavoratori e attenti osservatori.




Se desiderate scoprire altri giochi da costruire in casa, seguitemi. Pubblicherò altri post sull'educazione ai sensi.

martedì 30 giugno 2015

UN PERCORSO SENSORIALE

Una mattina tranquilla, silenziosa, trascorsa a percepire con tutti i ricettori sensoriali aperti.
Un'esperienza dei sensi che i bambini hanno saputo cogliere con spirito di ricerca e osservazione.
Qui e qui trovate gli altri post dedicati a questo tema.



Scuola dell'infanzia – Bissone

lunedì 16 marzo 2015

CINQUE SENSI E PIÙ...


VISTA – IL COLORE

Effetti ottici

Luce e mescolanza di colori
Scale cromatiche
Trasparenza


TATTO

Memori tattile e memori termico



ODORATO E SENSO DEL PESO

Memori olfattivo e memori del peso




UDITO

Memori sonoro



Scuola dell'infanzia – Stabio
Via Arca


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