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martedì 12 giugno 2018

IN QUANTI MODI SI PUÒ DISEGNARE UN ARCOBALENO?

Come mai l'arcobaleno si chiama arcobaleno?
Le ipotesi sono state molte, ma una cosa è emersa subito: arcobaleno è composto da due parole. Arco e balenoArco appunto per la sua forma, ma Baleno? Perché appare in un baleno? Perché scompare in un baleno? Ipotizzano i bambini. E ancora: "perché baleno assomiglia a balena"...
Questa idea è sembrata subito molta strana a tutti, ma invece le due cose hanno un nesso.

Il Dizionario italiano ragionato dice che probabilmente la composizione della parola con balena/baleno sta a significare l'apparire e scomparire del grande cetaceo, proprio come il "va e vieni" dell'arcobaleno.

Dopo una scoperta così curiosa e sorprendente i bambini con i loro genitori hanno sperimentato questo bellissimo e affascinante fenomeno naturale in molti modi diversi.

Con questo laboratorio concludo qui l'anno scolastico. Vi auguro una calda e riposante estate e noi ci sentiamo mooooolto presto con grandissime, ma dico grandissime novità. Ciao a tutti! Simona 


GIOCHI E COMPOSIZIONI






FORME






 RITMI





SFUMATURE




TEXTURE





Scuola dell'infanzia di Novazzano e Castel S. Pietro

mercoledì 21 febbraio 2018

O SOLE MIO

Spiegare il mio lavoro a volte non è facile. Per semplificare magari rispondo che progetto e conduco laboratori creativi. La maggior parte delle persone poi mi dice "ahhh fai i lavoretti..."
Allora rispondo, "nooooo sono specializzata in laboratori Metodo Bruno Munari®". E qui solitamente la faccenda si complica ulteriormente. Alla domanda sucessiva, cos'è un laboratorio Munari, amo rispondere direttamente con una frase del maestro: "È la ricerca sincera delle variabili".

Parlo del laboratorio sul sole in modo più approfondito qui.


TEMPERE E SEGNI




PENNARELLI







TECNICHE MISTE






FROTTAGE






ACQUARELLI




Scuola dell'infanzia - Novazzano

lunedì 8 maggio 2017

FARE INSIEME, MANI GRANDI E MANI PICCINE

Come ramifica un albero? C'è una regola? Come disegnarli? Come costruirli?
Com'è la sua corteccia? Marrone? Siamo sicuri?
Ci siamo posti molte domande prima di iniziare questo laboratorio. Bambini della scuola dell'infanzia con le mamme e i papà hanno osservato, discusso e capito che solo una regola in natura è imprescindibile:
"il ramo che segue è sempre più piccolo del ramo che lo precede".

Oggi vorrei continuare a parlarvi del bosco. L'ho già fatto nel post precedente che potete rileggere qui, ma ora vorrei raccontarvi qualcosa in più.

La scorsa volta vi ho parlato di una tecnica di stampa con la spugna per fiori recisi per caratterizzare le cortecce degli alberi. C'è però un'altra tecnica che si può utilizzare. Una tecnica semplice e immediata: il frottage. Per chi vuole approfondire maggiormente ne parlo qui.

Il frottage è una tecnica semplice da realizzare e al tempo stesso immediata. I bambini hanno insegnato ai genitori come utilizzarla e con pochi materiali, carta e pastelli, il gioco è fatto.
Si è creata subito armonia, voglia di fare e sperimentare le molteplici variabili che questa tecnica offre.





Ma ora come realizzare un albero da una striscia di carta texturizzata? Ecco un modo descritto da Bruno Munari nel libro "Disegnare un albero". Grazie a questo metodo, con pochi tagli, l'albero prende forma.

Immagine tratta da: "Disegnare un albero" di Bruno Munari
Edizioni Corraini



E poi si piega. Un ramo qui, un'altro la, alcuni si incrociano, altri tutti a destra o a sinistra come decide il vento in quel preciso momento.




Con le fustelle o la tecnica di ritaglio della simmetria si creano le foglie.



Infine diamo vita al bosco disegnando i suoi abitanti.








martedì 23 febbraio 2016

A PARLAR DI PAESAGGI

Aria, luce, vento, orizzonte, suono, colore, emozione, ricordo, bosco, città, deserto, montagna, mare, fiume... Ognuna di queste parole può ricordare un paesaggio?

Cos'è un paesaggio? Com'è un paesaggio? Quali parole si associano al paesaggio?

Se si pensa al paesaggio inevitabilmente riaffiorano ricordi. Ricordi di vacanze o di luoghi cari.
Se si pensa ad un paesaggio può ritornare alla mente un colore o un profumo. Paesaggio è terra, acqua, luce, ma non solo. Paesaggio è un luogo misterioso letto in un libro. Paesaggio è rumore o musica. Ci sono i paesaggi delle stagioni. I paesaggi dei luoghi come il paesaggio di mare, di montagna, di città. Il paesaggio collinare, desertico, marittimo...

Il paesaggio è qualcosa che muta. Cambia durante un'intera giornata. Un paesaggio al tramonto è diverso da un paesaggio mattutino. Cambia lungo il corso degli anni.
Ricordo una delle mie canzoni preferite che racconta la nostalgia di un vecchio che racconta ad un bambino gli inevitabili cambiamenti.

"E il vecchio diceva, guardando lontano:
Immagina questo coperto di grano, 
immagina i frutti e immagina i fiori 
e pensa alle voci e pensa ai colori 
e in questa pianura, fin dove si perde, 
crescevano gli alberi e tutto era verde, 
cadeva la pioggia, segnavano i soli 
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."
"Il vecchio e il bambino" di Francesco Guccini

Di paesaggi, i bambini della scuola dell'infanzia di Stabio ne hanno parlato, visto attraverso immagini, raccontato grazie ai propri ricordi. E i paesaggi li hanno anche sperimentati grazie a due tecniche, quella del frottage e del collage.


Cominciamo con il creare alcune carte che ci serviranno per comporre il paesaggio grazie alla tecnica del frottage (parlo in maniera più approfondita della tecnica qui).



Sul tavolo intanto ho allestito tante carte verdi differenti, alcune che ho portato io, altre invece portate dai bambini con l'aiuto dei genitori e delle insegnanti. Aggiungiamo anche i fogli decorati con il frottage e ora è tutto pronto per progettare i paesaggi.

I bambini strappano tanti pezzi di carta, le loro preferite, e cominciano a comporre un paesaggio collinare con le carte sovrapposte tra loro.











Una volta composto il paesaggio i bambini lo arricchiscono con l'aggiunta di fiori utilizzando un gioco di Italian Toy, Flora Zu, sempre utilizzando la tecnica del frottage che abbiamo precedentemente sperimentato.





E voilà i paesaggi... tutti differenti tra loro.






Scuola dell'infanzia – Stabio


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