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martedì 12 giugno 2018

IN QUANTI MODI SI PUÒ DISEGNARE UN ARCOBALENO?

Come mai l'arcobaleno si chiama arcobaleno?
Le ipotesi sono state molte, ma una cosa è emersa subito: arcobaleno è composto da due parole. Arco e balenoArco appunto per la sua forma, ma Baleno? Perché appare in un baleno? Perché scompare in un baleno? Ipotizzano i bambini. E ancora: "perché baleno assomiglia a balena"...
Questa idea è sembrata subito molta strana a tutti, ma invece le due cose hanno un nesso.

Il Dizionario italiano ragionato dice che probabilmente la composizione della parola con balena/baleno sta a significare l'apparire e scomparire del grande cetaceo, proprio come il "va e vieni" dell'arcobaleno.

Dopo una scoperta così curiosa e sorprendente i bambini con i loro genitori hanno sperimentato questo bellissimo e affascinante fenomeno naturale in molti modi diversi.

Con questo laboratorio concludo qui l'anno scolastico. Vi auguro una calda e riposante estate e noi ci sentiamo mooooolto presto con grandissime, ma dico grandissime novità. Ciao a tutti! Simona 


GIOCHI E COMPOSIZIONI






FORME






 RITMI





SFUMATURE




TEXTURE





Scuola dell'infanzia di Novazzano e Castel S. Pietro

giovedì 26 ottobre 2017

LE FOGLIE

Ce ne sono di lunghe, di rotonde, ovoidali o romboidali. O ancora cuoriforme o asimmetriche. Sono divise in due categorie: semplici o composte. In genere sono verdi, ma di tanti verdi diversi e in autunno si tingono dei colori più belli.

Sono le foglie.
Come possiamo studiarle?




1. LA FORMA

Ogni foglia ha la sua forma e grazie ad essa possiamo riconoscerle.

© simona balmelli


Ogni forma ha un nome ben preciso.

© simona balmelli


2. I COLORI

Una bella passeggiata nel bosco in autunno è un'idea per creare il proprio campionario delle foglie e studiarne le molteplici sfumature.

© simona balmelli


3. I MARGINI

Se osserviamo bene le foglie si può notare che i margini non sono tutti uguali. Ci sono i margini ciliati con quei peletti caratteristi. Ci sono margini dentati o crenati. Quelli lobati che assomigliano a delle onde e quelli seghettati. Ci sono poi foglie con i margini spinosi, pensiamo alla foglia dell'agrifoglio. E ancora quelli denticolati, quelli lisci e quelli sinuati.

© simona balmelli


4. LE NERVATURE

Anche le nervature hanno le loro forme e i loro nomi. Ci sono le nervature aperte o serrate. Quelle palmate e quelle parallele: la foglia della piantaggine ne è un esempio o anche la foglia del Ginkgo biloba. E ancora nervature radiate, reticolate, innate...

© simona balmelli


Lo studio delle foglie offre molte possibilità di osservazione e conoscenza della natura e naturalmente attraverso le foglie si conoscono anche le diverse tipologie di alberi.

Questi sono alcuni libri che amo particolarmente che parlano di foglie e alberi. Libri scientifici, albi illustrati, libri divulgativi, ma anche poetici come per esempio "L'albero" di Silvana D'Angelo e Studio Fludd o "Una foglia" di Silvia Vecchini e Daniela Iride Murgia.


Silvana D'Angelo / Studio Fludd - L'albero - Topipittori 2017

Silvia Vecchini, Daniela Iride Murgia
Una foglia - Ed. Corsare

Emilie Vast - L'erbario - Salani 2010

Virginie Aladjidi, Emmanuelle Tchouhriel
Inventario degli alberi - L'ippocampo 2012

Iela Mari - L'albero - Emme edizioni 1990

Gerda Muller - La grande quercia - Natura e Cultura Editrice 2017

Myung-Ye Moon - Il ciliegio - Fatatrac 2017

Stefan Zavrel - L'ultimo albero - Bohem 2016


lunedì 6 marzo 2017

FORME E FORMATI

Fin dall’epoca preistorica l’uomo per comunicare ha utilizzato supporti differenti. Dalle pareti delle caverne, ai bronzi delle civiltà preelleniche, alle ceramiche dipinte greche, alle volte e le cupole delle chiese, alle tavole di legno... fino ad arrivare alle tele.
Erano tutte basi diverse nei quali l’uomo esprimeva concetti, storie e leggende. Ognuno di questi supporti aveva formati differenti tra loro. Quadrati, rettangolari, circolari, ovali e altre forme varie.


Esempi di formati diversi – Arte gotica italiana tra il '200 e il '300.
Immagini tratte da "Arte nel tempo" – Bompiani

Oggi cosa offriamo ai nostri bambini per esprimere i lori pensieri? 

Nelle scuole viene perlopiù offerto ai bambini il formato A4 rettangolare. 
Un buon modo per uscire dallo stereotipo della forma ce lo insegna Bruno Munari. Il laboratorio è ben descritto nel manuale "I formati" a cura di Marielle Muheim nella collana “Giocare con l’arte” reperibile facilmente in biblioteca.



Come hanno fatto artisti di ogni epoca e luogo, è preferibile offrire ai bambini formati diversi per esprimere il loro messaggio visivo.
Li si invita a scegliere una forma preferita e a dipendenza da che parte la si guarda può far venire in mente tante cose. La stessa forma può trasformarsi in un animale o in una faccia o in oggetto a dipendenza di come la si guarda.



È un gioco che stimola la fantasia e aiuta a creare relazioni tra le cose. Invita all’osservazione minuziosa e fa scattare la naturale creatività che ogni bambino possiede.

Scegliere di sperimentare a terra piuttosto che seduti al tavolo è un'altro modo di proporre un'attività che da un senso di libertà e autonomia. Scegliere la forma, scegliere dove e come posizionarsi, i tempi liberi, la padronanza di una tecnica imparata nei precedenti laboratori ha reso l'ambiente creativo e ha favorito le relazioni tra i bambini. 
Curiosi del lavoro del vicino si è parlato, si sono fatte ipotesi, scambiati consigli e punti di vista.



Le opere nate dalle forme sono tra le più diverse. Ne è nato un coniglio, una barca dei pirati, un cappello con la piuma, un gatto, il mare con i pesci e molto altro.



Il gioco continua con formati più piccoli da incollare su cartoncini. In questo caso ho scelto un formato quadrato. Le forme sono state ricavate da una precedente sperimentazione della tecnica del frottage. Ne ho parlato qui. È inoltre anche un modo per riutilizzare il materiale prodotto da altri laboratori. Dopo aver scelto la forma preferita la si incolla sul cartoncino e si completa l'opera pensata precedentemente.


La preferenza di utilizzare il pennarello nero è dovuta ad una scelta estetica. La forma già colorata richiama un colore neutro per non appesantire il risultato finale. Queste sono opzioni che l'operatore deve fare al momento della progettazione di un laboratorio. Si cerca di trovare un equilibrio e proporre materiali e strumenti anche, ma non solo, esteticamente belli.




Qui ho proposto il gioco delle forme utilizzando delle sperimentazioni sul segno. Le forme, rispetto alle precedenti che sono state tagliate, in questo caso sono state strappate.



Se la forma si trasformasse in un buco? Quanti buchi diversi? E se unissimo due buchi insieme? Cosa ci fanno venire in mente? Ecco una sperimentazione provata con gli adulti.







"Un foglio stretto e lungo, un foglio più stretto e più lungo, un foglio triangolare, un foglio ovale, un foglio a mezzo disco, un foglio a trapezio.
Oppure, un foglio strappato di una forma indefinibile ma che a guardar bene, girandolo in mano, sembra una testa di cane: basta metter gli occhi e il segno della bocca. Ecco fatto. I formati diversi dei fogli stimolano l'immaginazione dei bambini. Il solito foglio formato album blocca la fantasia e crea gli stereotipi.
Testo tratto da "I formati – Collana Giocare con l'arte" – Zanichelli.


lunedì 18 aprile 2016

IN CERCA DELL'EQUILIBRIO

Sperimentare le forme geometriche di base come il rettangolo, il quadrato, il cerchio e il triangolo per ritrovare un equilibrio visivo, giocare con le forme, il taglio e la carta.
Lo abbiamo sperimentato questo fine settimana con un gruppo di insegnanti e un architetto (è diventata il nostro architetto) appassionate e curiose di fare grazie ai laboratori Metodo Bruno Munari®.

Come si può in modo semplice giocare con le forme geometriche di base?
Lo si può fare con della carta e un paio di forbici e come in un vero gioco si stabiliscono delle regole.


TAGLI ORIZZONTALI E VERTICALI A PARTIRE DAL RETTANGOLO





TAGLI OBLIQUI



TAGLI CURVI




POSITIVI – NEGATIVI






CON IL CERCHIO



CON IL QUADRATO



CON IL TRIANGOLO



E poi con gli strappi, con i colori, oppure con delle forme casuali o anche con le trasparenze, e poi, e poi, e poi...

Se siete curiosi in biblioteca potrete trovare questo libro, molto interessante che esplora il mondo della carta in maniera creativa studiandone le variabili.

La carta, Il gioco creativo – Il castello


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