Visualizzazione post con etichetta Natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Natura. Mostra tutti i post

giovedì 26 ottobre 2017

LE FOGLIE

Ce ne sono di lunghe, di rotonde, ovoidali o romboidali. O ancora cuoriforme o asimmetriche. Sono divise in due categorie: semplici o composte. In genere sono verdi, ma di tanti verdi diversi e in autunno si tingono dei colori più belli.

Sono le foglie.
Come possiamo studiarle?




1. LA FORMA

Ogni foglia ha la sua forma e grazie ad essa possiamo riconoscerle.

© simona balmelli


Ogni forma ha un nome ben preciso.

© simona balmelli


2. I COLORI

Una bella passeggiata nel bosco in autunno è un'idea per creare il proprio campionario delle foglie e studiarne le molteplici sfumature.

© simona balmelli


3. I MARGINI

Se osserviamo bene le foglie si può notare che i margini non sono tutti uguali. Ci sono i margini ciliati con quei peletti caratteristi. Ci sono margini dentati o crenati. Quelli lobati che assomigliano a delle onde e quelli seghettati. Ci sono poi foglie con i margini spinosi, pensiamo alla foglia dell'agrifoglio. E ancora quelli denticolati, quelli lisci e quelli sinuati.

© simona balmelli


4. LE NERVATURE

Anche le nervature hanno le loro forme e i loro nomi. Ci sono le nervature aperte o serrate. Quelle palmate e quelle parallele: la foglia della piantaggine ne è un esempio o anche la foglia del Ginkgo biloba. E ancora nervature radiate, reticolate, innate...

© simona balmelli


Lo studio delle foglie offre molte possibilità di osservazione e conoscenza della natura e naturalmente attraverso le foglie si conoscono anche le diverse tipologie di alberi.

Questi sono alcuni libri che amo particolarmente che parlano di foglie e alberi. Libri scientifici, albi illustrati, libri divulgativi, ma anche poetici come per esempio "L'albero" di Silvana D'Angelo e Studio Fludd o "Una foglia" di Silvia Vecchini e Daniela Iride Murgia.


Silvana D'Angelo / Studio Fludd - L'albero - Topipittori 2017

Silvia Vecchini, Daniela Iride Murgia
Una foglia - Ed. Corsare

Emilie Vast - L'erbario - Salani 2010

Virginie Aladjidi, Emmanuelle Tchouhriel
Inventario degli alberi - L'ippocampo 2012

Iela Mari - L'albero - Emme edizioni 1990

Gerda Muller - La grande quercia - Natura e Cultura Editrice 2017

Myung-Ye Moon - Il ciliegio - Fatatrac 2017

Stefan Zavrel - L'ultimo albero - Bohem 2016


mercoledì 7 ottobre 2015

GUARDARE OLTRE. UN MODO PER SUPERARE GLI STEREOTIPI.

Il cielo è blu? La corteccia dell'albero è marrone? Il prato è verde?

Striscia di prato verde in basso, striscia di cielo blu in alto, nuvola "a pecorella", il sole con i raggi e a volte anche con la faccia. Questi sono solitamente gli elementi che compongono il disegno di un bambino. Lo strumento utilizzato generalmente, il pennarello.

Da piccola disegnavo così, proprio come i bambini, oggi.

Ma perché i bambini disegnano così? Per sintetizzare? Per velocità? O disegnano così perché è quello che conoscono? O ancora, disegnano così perché siamo noi a non fornirgli gli strumenti necessari?

Se dovessimo dare ai bambini degli strumenti diversi? O se dovessimo ampliare o cambiare il loro modo di comunicare?

Allora forse il cielo non è più solo blu, ma cominciano a intravvedersi le sue più belle sfumature.
Quando piove di che colore è il cielo? Quando c'è la nebbia? E all'alba com'è? Al tramonto invece?




E le nuvole?
Non vediamo nel cielo solo nuvole a pecorella, ma se ci fermiamo ad osservare ci sono nuvole di forme diverse che poi ogni tanto si trasformano in draghi, orsi, pirati...
Ci sono oltre dieci tipi di nuvole ognuno con il loro nome.

Immagine tratta da Wikipedia

Gli stereotipi, si sa, sono duri a morire, ma se dessimo ai bambini gli strumenti necessari per comunicare in maniera diversa forse non ci sarebbero disegni tutti uguali.

Un modo per cambiare per esempio è insegnare ai bambini le tecniche e gli strumenti per comunicare in maniera differente. Allora diamo loro i pennarelli si, ma anche gessetti, pastelli a olio o di cera, matite colorate, acquerelli, tempere, pittura a dito...
I pennelli possono essere di molte forme diverse. Piccoli, grandi, a ventaglio, ma anche pennelli strani come quello che usa il nonno per farsi la barba o il pennello da parrucchiere o lo scovolino che usa la mamma per truccarsi gli occhi.
Potete immaginare che ogni pennello lascia un segno tutto suo, caratteristico che se poi utilizzato anche con gesti differenti le possibilità diventano infinite, cariche di estrema ricchezza e valore.

Lo stereotipo, attraverso laboratori sul cielo e la terra, sarà un tema che sabato 17 ottobre e sabato 21 novembre 2015 proporrò agli adulti che vogliono mettersi in gioco e cambiare (almeno un pochino) il proprio sguardo sulle cose.

Dove? Alla Libreria Sempreliberi di Lodi
Per info: info@sempreliberi.com / 0371 49 52 06


domenica 23 marzo 2014

FACCE #1

Siamo tutti uguali, 
eppure
siamo tutti diversi.
Cosa ci contraddistingue
gli uni dagli altri?
Una discussione
intrapresa 
con i bambini della scuola
dell'infanzia di Arzo.










"Faccia pulita, faccia allegra, faccia d'angelo, faccia sorpresa, faccia fresca, faccia pallida, faccia tonda, faccia tonta, faccia tosta, faccia forte, faccia come a casa sua, faccia pure, faccia in fretta, faccia presto, la faccia qui, facciamo finta di niente, faccia la distinta, faccia con comodo, faccia lavata, faccia asciugata, faccia di gatta, faccia di merla, dirglielo in faccia, si faccia i fatti suoi, faccia di bronzo, faccia i suoi conti, facciamo fifty fifty, faccia il favore, faccia dura, faccia cupa, faccia rossa, faccia di pietra, faccia feroce, faccia sporca, voltafaccia, faccia di gomma, faccia di culo, ha perso la faccia, abito in faccia, faccia a faccia, faccia rugosa, faccia di legno, faccia di pietra, faccia di palta, faccia nera, faccia pallida, sulla faccia della terra, salviamo la faccia, l'altra faccia della luna."
Bruno Munari, Alla faccia!, Corraini edizioni 2007

giovedì 20 marzo 2014

LA NATURA GUARDATA ATTRAVERSO LA LUCE








"Quadri di luce"
Un progetto realizzato alla scuola dell'infanzia di Arogno.

Per maggiori approfondimenti sulle opere 
di Bruno Munari e le proiezioni con la luce potete
cliccare qui.


domenica 9 marzo 2014

COME CONTINUARE IL GIOCO...

L'esperienza alla Scuola dell'infanzia di Stabio iniziata in ottobre si sta per concludere. Proprio per questo vorrei parlarvi degli approfondimenti e del lavoro che le insegnanti delle tre sezione di Via Arca hanno svolto a seguito dei miei laboratori.

Le maestre hanno da subito mostrato un vivo interesse per i laboratori Metodo Bruno Munari® e fin dall'inizio mi hanno accolta con calore e apertura. Entusiaste del progetto, di lavorare insieme e scoprire nuovi modi per apprendere è cominciata un'interessante collaborazione.

Il Metodo Bruno Munari® è uno strumento di apprendimento che aiuta chi ne fruisce ad ampliare i propri orizzonti. Arricchisce e sviluppa il pensiero progettuale creativo.
Bruno Munari nella sua collana "Giocare con l'arte" edito da Zanichelli nel quaderno de "Il laboratorio per bambini a Brera" dice: "Ciò che distingue questo laboratorio da tutti gli altri laboratori esistenti in altri musei d'arte nelle grandi città del mondo, è il metodo". Era il 1977.
Ora nel 2014 i nostri bambini sono sollecitati da molteplici attività e le proposte laboratoriali sono numerose. Ma quali scegliere? Come capire quali sono i laboratori di qualità?
Quando si sceglie per il proprio figlio, tra le moltissime offerte delle attività in laboratorio, bisognerebbe ogni volta chiedersi: "ma il mio bambino cosa impara da questa esperienza?". 
Perché fare un "bel lavoretto" non basta! I bambini hanno bisogno di apprendere un Metodo che li aiuti a crescere che gli dia delle basi per essere in futuro, come diceva Bruno Munari, un adulto capace di risolvere i propri problemi con creatività. Tutto questo certamente in un clima sereno di gioco e scoperta. E quello che naturalmente aiuta questo procedimento è la continuità. La continuità consolida il processo di apprendimento. 
Continuità, coerenza, costanza amalgamati a un Metodo di apprendimento valido rendono, non solo il bambino autonomo, ma gli insegnano un modo di porsi curioso e attento nei confronti della vita.

Per agevolare questo processo di continuità ho pensato di proporre dei laboratori di base che potessero stimolare sia i bambini nel loro corso di apprendimento che le maestre nella loro programmazione e nella successione delle esperienze.

Infatti già dopo il primo laboratorio sull'argomento del segno dove abbiamo approfondito le variabili del gesto e degli strumenti, le insegnanti hanno creato in classe un "angolo dei segni" dove i bambini hanno la possibilità di sperimentare in maniera indipendente e consolidare l'esperienza svolta in laboratorio. 
Qui e qui i post dedicati ai segni.


Inseguito hanno continuato lo studio sul segno con una ricerca e catalogazione dei vari gesti che i bambini hanno scoperto: strisciare, appoggiare, ruotare, segno leggero, segno pensante, segno lento, segno veloce...


È stato inoltre approfondito il tema delle pelli degli animali, già toccato in laboratorio. 




Il secondo tema che ho proposto è stato quello delle tracce e delle impronte sperimentato con la pasta di sale. Qui il post dedicato a questo laboratorio.
Le insegnanti durante un'uscita nel bosco hanno ulteriormente analizzato l'argomento con i bambini cercando nel terreno le impronte e le tracce osservando la differenza tra di esse. 



Le texture sono state il tema successivo. Le abbiamo sperimentate con tre tecniche: la stampa, il timbro e il frottage. Le trovate qui, qui e qui.
In classe hanno poi continuato il gioco delle forme strappate con "il che cosa mi fa venire in mente" utilizzando le sperimentazioni eseguite in laboratorio. 


Sotto invece l'approfondimento della tecnica del frottage.


Il percorso continua con l'esplorazione delle texture degli alberi e in particolare con l'osservazione minuziosa della corteccia. Abbiamo quindi proseguito il nostro percorso con la regola della ramificazione naturale delle piante. Qui il post. 
Sotto potete vedere degli altri metodi di sperimentazione sul tema dell'albero che le maestre hanno proposto ai bambini ispirate al libro di Bruno Munari "Disegnare un albero".


Qui invece una sperimentazione ispirata al libro di Mauro Evangelista "Saremo alberi".


Proseguiamo poi con il tema del verde. Quello del verde è un laboratorio in cui i bambini sono confrontati con lo stereotipo dato dalle poche variabili che vengono loro offerte (pensiamo alla scatola delle matite colorate o dei pennarelli...). Infatti la loro conoscenza del verde è limitata al verde chiaro e al verde scuro. Qui hanno invece potuto scoprire le molteplici variabili del colore e i loro nomi spesso legati alla natura (verde foresta, verde mela, verde limone, verde acqua, verde giada...) e sperimentare con esse. Qui e qui i post dedicati al verde.
Ecco che le insegnanti ispirate al laboratorio hanno allestito in aula l'angolo del verde dando così la possibilità ai bambini di sperimentare in maniera del tutto autonoma.




Questo percorso di Laboratori Metodo Bruno Munari® si conclude con un'esperienza sul sole. Come insegna Bruno Munari nel suo libro "Disegnare il sole" ho proposto diverse tecniche per la sperimentazione del sole, quali la monotipia, il collage e il frottage. Qui il post.
Le insegnanti hanno poi continuato l'esperienza utilizzando una tecnica che nel laboratorio non abbiamo sperimentato, l'acquarello.



Hanno poi approfondito l'argomento con una catalogazione dei soli sperimentati in laboratorio e la realizzazione di un catalogo personale secondo criteri scelti dai bambini quali ad esempio "Soli senza raggi", "Soli con i raggi", "Soli al tramonto"...



La continuità e la qualità mescolati alla passione e alla voglia di scoprire hanno dato origine ad un anno ricco di condivisioni, di esperienze e un modo "diverso" per apprendere. Un modo che se lo scopri e ti affidi diventa parte di te. Un modo che non è prodotto, ma processo. Un modo di guardare il mondo che si chiama Metodo Bruno Munari®.

Desidero infine ringraziare i veri protagonisti di questa esperienza, i bambini e tutte le persone che hanno reso possibile tutto questo. Grazie di vero cuore a Maria Chiara, Paola, Cinzia, Katiuscia e Chiara!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...