Siamo ormai a luglio ed è tempo di svelare, come vi avevo anticipato, una sorpresa. Con grande, anzi grandissima emozione vi annuncio l'apertura di Toc Toc. Un sogno che si avvera...
Toc Toc sarà una bottega a conduzione famigliare specializzata in giocattoli, albi illustrati che volgono lo sguardo all'arte, all'illustrazione e alla grafica, piccola oggettistica ed eventi come laboratori, letture, corsi e piccole mostre. Toc Toc ha trovato casa a Mendrisio nel borgo vecchio in Via San Damiano 2 a pochissimi passi dalla piazza principale.
L'inaugurazione sarà il 15 settembre 2018 dalle 15.30 e per l'occasione verrà offerto ai bambini, a partire dai cinque anni, un laboratorio Metodo Bruno Munari® condotto da Cecilia Ramieri, Master Bruno Munari®, mia cara amica e collega.
Toc Toc avrà il suo blog che potrete visitare a questo indirizzo toctocbottega.blogspot.com e naturalmente potete trovarla anche su Facebook e Instagram digitando @tocotcbottega.
Questa pagina resterà aperta, anche se meno attiva, ma potrete seguirmi sul blog di Toc Toc nel quale verrano pubblicati articoli riguardanti giocattoli, libri e naturalmente i nostri amati laboratori Metodo Bruno Munari®.
Visualizzazione post con etichetta Giochi. Mostra tutti i post
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martedì 3 luglio 2018
giovedì 30 novembre 2017
"GIOCARE È UNA COSA SERIA"
"Giocare è una cosa seria!
I bambini di oggi sono gli adulti di domani
aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi
aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi
aiutiamoli a diventare più sensibili.
Un bambino creativo è un bambino felice! "
Bruno Munari 1986
Ho appena iniziato in alcune scuole dell’infanzia un percorso di laboratori sul gioco.
Sto proponendo vari percorsi a tema come ad esempio i giochi di costruzione, i giochi sul tema del colore o i giochi legati ai sensi.
La mia prima proposta è stata quella di creare, in uno spazio molto ampio, sei diverse postazioni di gioco legate alla costruzione:
- legnetti tipo “Kapla”;
- cubi in legno di ottima qualità e fattura come quelli di Wooden Story;
- sacco “Surprise” di Milaniwood. Surprise è un sacco da 4kg. di pezzi in legno di riuso;
- di tutto un po’, sassi, legnetti, cocci di mare, forme diverse in legno;
- Play Shapes di Miller Goodman, gioco di design dalle forme inusuali;
- Matto costruzioni, giochi di costruzione Made in Italy, mattoncini di terracotta.
La reazione dei bambini alla vista di un laboratorio allestito con tante possibilità di gioco li ha stupiti. Qualcuno ha detto: “ma è davvero una cosa stupenda”.
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| 1. Surprise di Milaniwood / 2- Mattocostruzioni / 3- Kapla 4- Play Shapes di Miller Goodman / 5- Cubi di Wooden Story / 6- Materiale misto |
Ma, passato lo stupore, passata la novità, ho notato la difficoltà dei bambini nell'approcciarsi a questa tipologia di gioco.
Da questi giochi se tocchi un tasto non esce un suono, se ne tocchi un altro non si muove un personaggio o non ti trovi di fronte al tuo eroe preferito o ancora non sei di fronte ad un gioco robotizzato o telecomandato.
I giochi che ho proposto non suonano, non parlano e non si muovono.
I giochi che ho proposto sono giochi destrutturati nel quale il bambino si trova confrontato, direi forzatamente, con le proprie azioni. Se non lo tocchi non fa assolutamente niente.
La costruzione è il primo approccio che fin da piccolissimi abbiamo con il mondo del gioco. Creare torri, impilare mattoncini, costruire piccoli mondi immaginari sembra la cosa più spontanea e naturale che dovrebbe esserci. Evidentemente non è più cosi. I bambini sono confrontati con altri tipi di gioco e quella manualità fine che permette al bambino di impilare accuratamente uno sull’altro un legnetto Kapla non rientra più nella normalità di gioco di questo tempo.
Nella maggior parte delle scuole dell’infanzia, per fortuna non in tutte, i giochi in legno sono stati sostituiti con giochi di plastica perché a detta di alcuni più igienici e di facile manutenzione.
Io credo invece che valga la pena fare una riflessione sulla qualità e tipologia di gioco che offriamo ai nostri bambini. È vero che i giochi in legno costano, ma è anche vero che è meglio un gioco di qualità rispetto a dieci giochi "poveri" di contenuti e di possibilità di gioco.
I giochi destrutturati aiutano il bambino a rafforzare la manualità. Lo aiutano a sviluppare la creatività e la fantasia e diventare autore e protagonista del gioco. Il gioco di qualità dovrebbe dare la possibilità al bambino di creare e inventare, e non offrire soluzioni facili che lo rendono passivo di fronte al gioco. Un gioco dovrebbe attivare la voglia di fare, di divertirsi, di non voler mai più smettere di giocare.
In quanti modi si può costruire?
Quali azioni si possono fare?
Si può impilare, accatastare, ammucchiare, accostare, sovrapporre, infilare, incrociare, comporre, intersecare, appoggiare, intrecciare, accavallare, accoppiare, catalogare... Le azioni sono molteplici e le possibilità di gioco infinite.
Se non si hanno le possibilità economiche per acquistare questi materiali con un po' di voglia ed entusiasmo è possibile costruirli a casa. Qui, qui e qui ne parlo.
Si può chiedere al falegname vicino a casa se può regalarci degli scarti o guardare nei centri di hobbistica dove vendono materiale di legno già tagliato in cubi, assicelle, ruote, sfere... sicuramente a costi contenuti rispetto a giochi di marca.
Credo valga la pena investire un po' del proprio tempo per cercare di offrire ai bambini, fin da piccolissimi giochi di qualità, nel quale il piccolo possa provare, ricercare e sperimentare senza giudizio. Non c'è un modo giusto o sbagliato di giocare. C'è invece un modo che amplia gli orizzonti e che non fa dimenticare quanto sia bello giocare, ma giocare sul serio.
giovedì 28 settembre 2017
LA NASCITA DI UN GIOCO, UBER ACCA
Max Huber, designer svizzero che ha lavorato prevalentemente in Italia, ricevendo grandi riconoscimenti quale il Premio Compasso d'oro nel 1954, mi ha ispirata nella progettazione di Uber Acca. Ha collaborato con i grandi professionisti di comunicazione visiva dell'epoca, quali lo Studio Boggeri di Milano. Ha incontrato Bruno Munari, Albe Steiner e molti altri.
Le caratteristiche della grafica di Max Huber che mi hanno colpita maggiormente sono i colori, le sovrapposizioni, i giochi di luci e le forme geometriche. L'utilizzo delle forme primarie nella loro semplicità creano un certo rigore ricordandomi la grafica svizzera della quale Max Huber ne è stato certamente influenzato. La trasparenza e la sovrapposizione conferiscono alle composizioni dell'artista luce, movimento e dinamicità.
Uber Acca è il frutto della mia esperienza in qualità di designer in comunicazione visiva, di una scuola di grafica svizzera, della mia formazione Munari, della preziosa collaborazione con Italiantoy, delle mie passioni e di ciò che più mi piace.
Chi mi conosce bene sa che le forme geometriche, un certo rigore estetico, le regole (ma anche il caso) sono parte di me. Amo i libri con queste caratteristiche che siano essi libri d'artista, come ad esempio "I libri illeggibili" di Bruno Munari o i libri per bambini. Eccone alcuni.
Naturalmente poi mi piacciono moltissimi altri libri, ma ci tenevo a spiegare che l'origine di Uber Acca nasce proprio da questo mio "lato un po' spigoloso?".
Uber Acca è composto da 117 carte trasparenti e 11 idee per composizioni e combinazioni.
Le carte sono divise in 5 temi:
- texture;
- forme geometriche nere e grigie;
- positivi e negativi;
- colori primari;
- immagini di animali e elementi architettonici.
Uber Acca è un gioco dalle molteplici possibilità che apre la mente e libera la fantasia e... non mi resta che augurarvi buon divertimento.
Le caratteristiche della grafica di Max Huber che mi hanno colpita maggiormente sono i colori, le sovrapposizioni, i giochi di luci e le forme geometriche. L'utilizzo delle forme primarie nella loro semplicità creano un certo rigore ricordandomi la grafica svizzera della quale Max Huber ne è stato certamente influenzato. La trasparenza e la sovrapposizione conferiscono alle composizioni dell'artista luce, movimento e dinamicità.
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| Copertina per il cofanetto "Max Huber, progetti grafici 1936-1981", Electa, 1982 |
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| Max Huber: 10 opere grafiche 1936-1940, Manifesto, Top edition Rimoldi, Milano 1987 |
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| Max Huber, La Rinascente: per l'estate di tutti, manifesto, 1954 |
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| Max Huber, Copertina per la rivista "Imballaggio", ETAS, 1952-56 |
Uber Acca è il frutto della mia esperienza in qualità di designer in comunicazione visiva, di una scuola di grafica svizzera, della mia formazione Munari, della preziosa collaborazione con Italiantoy, delle mie passioni e di ciò che più mi piace.
Chi mi conosce bene sa che le forme geometriche, un certo rigore estetico, le regole (ma anche il caso) sono parte di me. Amo i libri con queste caratteristiche che siano essi libri d'artista, come ad esempio "I libri illeggibili" di Bruno Munari o i libri per bambini. Eccone alcuni.
Naturalmente poi mi piacciono moltissimi altri libri, ma ci tenevo a spiegare che l'origine di Uber Acca nasce proprio da questo mio "lato un po' spigoloso?".
Uber Acca è composto da 117 carte trasparenti e 11 idee per composizioni e combinazioni.
| Schede per la composizione |
- texture;
- forme geometriche nere e grigie;
- positivi e negativi;
- colori primari;
- immagini di animali e elementi architettonici.
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| Texture |
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| Forme geometriche nere |
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| Forme geometriche grigie |
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| Colori primari |
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| Animali |
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| Elementi architettonici |
L'obiettivo del gioco è semplice. Si sovrappongono, si affiancano, si ruotano le carte a piacere per creare una composizione. Si scoprono regole, si imparano i colori primari e secondari, si gioca con le forme, con i positivi-negativi e gli elementi di base della progettazione visiva.
Ci si può anche sfidare. Utilizzando le schede già composte si può provare a rifare le composizioni nel minor tempo possibile oppure si può partire da una scheda già esistente e crearne una nuova.
O se ne possono creare di nuove a piacere.
E perché non provare a giocare con gli occhi chiusi e vedere cosa succede?
Si potrebbero inventare anche delle storie con gli animali ambientati in una città rumorosa o in un paesaggio tranquillo di campagna. Alcune regole del gioco sono suggerite, altre sono tutte da inventare.
Alcuni esempi di composizioni nate dalle schede contenute nella scatola.
O se ne possono creare di nuove a piacere.
E perché non provare a giocare con gli occhi chiusi e vedere cosa succede?
Si potrebbero inventare anche delle storie con gli animali ambientati in una città rumorosa o in un paesaggio tranquillo di campagna. Alcune regole del gioco sono suggerite, altre sono tutte da inventare.
Alcuni esempi di composizioni nate dalle schede contenute nella scatola.
Un esempio di composizione libera.
A scuola si possono utilizzare le tessere con la lavagna luminosa per creare interessanti "quadri di luce".
Uber Acca è un gioco dalle molteplici possibilità che apre la mente e libera la fantasia e... non mi resta che augurarvi buon divertimento.
lunedì 14 marzo 2016
GIOCHI PER TUTTI I SENSI #3 – MEMORY
“Prima ancora di diventare un gioco in scatola, il Memory veniva già praticato anche con le carte di un mazzo tradizionale, e così è noto con vari nomi tra cui memoria”
Nella mia infanzia il gioco del memory ha sempre avuto un posto privilegiato.
Ricordo l’edizione ancora in vendita della Ravensburger con la scatola rossa e i disegni delle tessere dal tratto a matita ben visibile, con figure semplici e dai colori accesi. Il pesce, il fantasma, la casa, le matite colorate le mie preferite.
Ancora oggi quando lo vedo tra gli scaffali dei negozi non posso fare a meno di pensarmi bambina, in quella casa, in quella stanza, su quel tavolo da cucina.
Ricordo il piacere del ritmo del gioco. All’inizio lento poi via via sempre più veloce. La torretta delle coppie vinte che diventava sempre più alta. La partita vinta e quella persa. La voglia di una rivincita. Dover rispettare le regole. Ma sopratutto ricordo i sorrisi delle persone che condividevano con me una partita, due, tre…
Quelle preziose sensazioni, indelebili, che custodisco gelosamente.
Il memory ha assunto nel tempo diverse forme e realizzato con diversi materiali. Ci sono memory di cartone, di legno, di stoffa. Memory con immagini di animali, oggetti, forme, colori, personaggi televisivi preferiti...
Memory grandi e memory piccoli da portare in viaggio. Memory da stampare e creare in casa oppure infinite versioni digitali da scaricare su smartphone, tablet, computer.
Oggi vorrei mostrarvi come costruire un memory tattile e le sue variabili di gioco. In commercio ne esistono già molte versioni, ma crearne uno a casa è una buona occasione per coinvolgere l'intera famiglia per esempio nella ricerca dei materiali. Parlo già di sensi e di giochi da costruire in casa qui e qui. Di un memory regalato per una nascita invece ne parlo qui.
Ho scelto di costruire un memory tattile con diversi materiali che suscitano diverse sensazione, ma con un colore unico. Questa scelta consente di esercitare la memoria giocando al memory, consente di esplorare i sensi con la scelta di materiali diversi e infine volge lo sguardo anche al colore.
Come si gioca?
Coppie
Il modo più semplice per giocare è quello di disporre le tessere sul tavolo e il bambino gioca a formare le coppie in base al colore e al materiale. In questo modo ha la possibilità di esplorare le prime sensazioni tattili e scoprire per esempio che ci sono molte varianti di verde.
Memory
Il secondo step potrebbe essere quello di giocare al memory classico con le tessere rovesciate sul tavolo. Cercare le coppie di materiali e colori per allenare la memoria, rispettare le regole, gestire vittorie e sconfitte.
Gioco "al buio"
Il passo successivo potrebbe essere invece quello di giocare "al buio". In questo caso si privilegia il gioco tattile e i bambini formano le coppie in base alle sensazioni: morbido, soffice, duro, ruvido, liscio, freddo, caldo... Da giocare da soli o in gruppo.
Gruppi e classificazioni tattili
Si può giocare creando delle famiglie e delle classificazioni secondo il senso del tatto.
da "Dizionario dei giochi", Zanichelli
Nella mia infanzia il gioco del memory ha sempre avuto un posto privilegiato.
Ricordo l’edizione ancora in vendita della Ravensburger con la scatola rossa e i disegni delle tessere dal tratto a matita ben visibile, con figure semplici e dai colori accesi. Il pesce, il fantasma, la casa, le matite colorate le mie preferite.
Ancora oggi quando lo vedo tra gli scaffali dei negozi non posso fare a meno di pensarmi bambina, in quella casa, in quella stanza, su quel tavolo da cucina.
Ricordo il piacere del ritmo del gioco. All’inizio lento poi via via sempre più veloce. La torretta delle coppie vinte che diventava sempre più alta. La partita vinta e quella persa. La voglia di una rivincita. Dover rispettare le regole. Ma sopratutto ricordo i sorrisi delle persone che condividevano con me una partita, due, tre…
Quelle preziose sensazioni, indelebili, che custodisco gelosamente.
Il memory ha assunto nel tempo diverse forme e realizzato con diversi materiali. Ci sono memory di cartone, di legno, di stoffa. Memory con immagini di animali, oggetti, forme, colori, personaggi televisivi preferiti...
Memory grandi e memory piccoli da portare in viaggio. Memory da stampare e creare in casa oppure infinite versioni digitali da scaricare su smartphone, tablet, computer.
Oggi vorrei mostrarvi come costruire un memory tattile e le sue variabili di gioco. In commercio ne esistono già molte versioni, ma crearne uno a casa è una buona occasione per coinvolgere l'intera famiglia per esempio nella ricerca dei materiali. Parlo già di sensi e di giochi da costruire in casa qui e qui. Di un memory regalato per una nascita invece ne parlo qui.
Ho scelto di costruire un memory tattile con diversi materiali che suscitano diverse sensazione, ma con un colore unico. Questa scelta consente di esercitare la memoria giocando al memory, consente di esplorare i sensi con la scelta di materiali diversi e infine volge lo sguardo anche al colore.
Come si gioca?
Coppie
Il modo più semplice per giocare è quello di disporre le tessere sul tavolo e il bambino gioca a formare le coppie in base al colore e al materiale. In questo modo ha la possibilità di esplorare le prime sensazioni tattili e scoprire per esempio che ci sono molte varianti di verde.
Memory
Il secondo step potrebbe essere quello di giocare al memory classico con le tessere rovesciate sul tavolo. Cercare le coppie di materiali e colori per allenare la memoria, rispettare le regole, gestire vittorie e sconfitte.
Il passo successivo potrebbe essere invece quello di giocare "al buio". In questo caso si privilegia il gioco tattile e i bambini formano le coppie in base alle sensazioni: morbido, soffice, duro, ruvido, liscio, freddo, caldo... Da giocare da soli o in gruppo.
Gruppi e classificazioni tattili
Si può giocare creando delle famiglie e delle classificazioni secondo il senso del tatto.
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| Dal liscio al ruvido |
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| Materiali morbidi |
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| Materiali ruvidi |
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| Materiali lisci |
Gruppi e classificazioni di colore
Si può giocare con la vista e creare dei gruppi in base ai colori: dal chiaro allo scuro ad esempio.
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| Dal più chiaro al più scuro |
O creare famiglie di colori.
Contrasti
Si può ancora giocare ai contrasti. Creare coppie con materiali e colori contrastanti tra di loro:
chiaro - scuro, duro - morbido, liscio - ruvido, caldo - freddo, lucido - opaco, spugnoso - compatto...
Perché è importante giocare ancora al gioco del Memory, ma non solo?
Vorrei rispondere a questa domanda con le parole di un'esperta in giochi, Alessandra Valtieri che recentemente per Giunti ha scritto "Il coniglio di velluto - Guida narrata a giochi e giocattoli da 0 a 6 anni".
"Risolvere i problemi e apprendere. Detto in modo estremamente scarno sono queste le finalità che accomunano il memory, la tombola, il domino di immagini e il gioco dell'oca, i primi giochi di società con cui il bambino si cimenta intorno ai tre o quattro anni. Giochi semplici, che si concludono nel giro di pochi minuti, perché quando si è piccoli è difficile rimanere a lungo concentrati; giochi che si fondano su strategie chiare e lineari, ma che, nella loro elementarità, sono indispensabili per imparare a condividere le regole necessarie per giocare con altri, per trovare e usare le parole che spiegano queste regole, per mettere in essere tattiche precise, pianificarle e prendere decisioni. Aiutano a trovare la concentrazione, stimolano l'attenzione, la memoria e la capacità di classificare, fanno sorgere domande che esigono riposte immediate, aiutano a strutturare il pensiero critico e le competenze analitiche".
E infine... come costruire il gioco?
Con delle tessere in mdf che si acquistano in centri di hobbistica, del nastro adesivo, carte e stoffe di tutti i tipi, un pò di pazienza per assemblare tutto e il gioco è fatto.
Buon divertimento!
martedì 26 gennaio 2016
MAX MI – COME È NATO UN GIOCO "DI CARATTERE"
Dal 27 gennaio al 1° febbraio si apre a Norimberga la più importante Fiera sul giocattolo.
L'anno scorso è stato presentato Sonia Di, un gioco sull'architettura della casa ispirato alle opere di Sonia Delaunay. Ne parlo qui.
Quest'anno verrano presentati altri due giochi che ho progettato e disegnato per Italian Toy: Max Mi e Mario Ma.
In questo post vorrei parlarvi di Max Mi, di come è nato, della ricerca dietro le quinte di un giocattolo didattico e del piacere di farlo.
Max Mi è nato dall'incrocio tra la mia professione originaria, la grafica e la mia professione attuale, atelierista dei laboratori Metodo Bruno Munari®.
Tipografia all'università era una delle mia materie preferite, complice una brava insegnante, ma anche l'amore per le lettere e la curiosità per i differenti caratteri.
Max Mi è infatti un gioco sull'alfabeto. Un alfabetiere, ma anche un abbecedario. Un gioco che esplora le variabili delle lettere sulla base di un unico carattere: l'Helvetica.
Helvetica è da sempre uno dei miei caratteri preferiti. È nato nel 1957 da un'idea di Eduard Hoffmann direttore della fonderia di Münchenstein in Svizzera e disegnato da Max Miedinger, da cui il gioco prende il nome.
In poco tempo il carattere svizzero, complice un'onda rivoluzionaria nel campo del lettering, riscuote un enorme successo nelle agenzie pubblicitarie che propongono ai clienti un nuovo stile.
Un carattere dallo stile elegante e neutro. Un carattere tecnico, molto amato dai grafici della scuola svizzera. Un carattere di alta leggibilità e risolutezza formale.
Molte aziende multinazionali e marchi internazionali utilizzano l'Helvetica nel loro logo.
Helvetica è stato inoltre utilizzato da Josef Müller-Brockmann e Peter Spalinger per la corporate identity delle Ferrovie federali svizzere.
Helvetica nella comunicazione visiva
Max Mi è nato dunque dall'incontro tra l'Helvetica e un utilizzo reso però più personale da un principio fondamentale del Meodo Munari: la ricerca delle variabili.
In quanti modi è possibile scrivere una lettera? Con quali strumenti? Con quali materiali?
Negli oggetti quotidiani possiamo vederne delle lettere? In bianco e nero? A colori? Con delle texture?
Dalla somma di queste ricerche Max Mi ha preso forma in un gioco divertente da utilizzare a terra, su un tavolo oppure con la lavagna luminosa. Un gioco che insegna le lettere e la prescrittura. Stimola la composizione. Permette al bambino un uso del gioco autonomo che spazia tra fantasia e realtà.
Insegnanti, atelieristi, genitori, nonni lo troveranno interessante e stimolo di nuove ricerche. Ricerche sul segno e sui materiali, sugli alfabeti.
Un gioco per scrivere e comporre. Facce sorridenti o tristi, facce che pensano, facce timide o facce arrabbiate. Città dai mille volti, animali con le zampe o animali che strisciano. Scrivere il proprio nome, il nome della mamma o del papà. Una parola inventata. Comporre le lettere per formare un oggetto...
E molte molte altre cose che la fantasia suggerisce ai bambini, ma non solo. Un Italian Toy dai 4 ai 99 anni.
L'anno scorso è stato presentato Sonia Di, un gioco sull'architettura della casa ispirato alle opere di Sonia Delaunay. Ne parlo qui.
Quest'anno verrano presentati altri due giochi che ho progettato e disegnato per Italian Toy: Max Mi e Mario Ma.
In questo post vorrei parlarvi di Max Mi, di come è nato, della ricerca dietro le quinte di un giocattolo didattico e del piacere di farlo.
Max Mi è nato dall'incrocio tra la mia professione originaria, la grafica e la mia professione attuale, atelierista dei laboratori Metodo Bruno Munari®.
Tipografia all'università era una delle mia materie preferite, complice una brava insegnante, ma anche l'amore per le lettere e la curiosità per i differenti caratteri.
Max Mi è infatti un gioco sull'alfabeto. Un alfabetiere, ma anche un abbecedario. Un gioco che esplora le variabili delle lettere sulla base di un unico carattere: l'Helvetica.
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| Helvetica. Hommage to a typeface – Lars Müller 2002 |
Helvetica è da sempre uno dei miei caratteri preferiti. È nato nel 1957 da un'idea di Eduard Hoffmann direttore della fonderia di Münchenstein in Svizzera e disegnato da Max Miedinger, da cui il gioco prende il nome.
In poco tempo il carattere svizzero, complice un'onda rivoluzionaria nel campo del lettering, riscuote un enorme successo nelle agenzie pubblicitarie che propongono ai clienti un nuovo stile.
Un carattere dallo stile elegante e neutro. Un carattere tecnico, molto amato dai grafici della scuola svizzera. Un carattere di alta leggibilità e risolutezza formale.
Molte aziende multinazionali e marchi internazionali utilizzano l'Helvetica nel loro logo.
Helvetica è stato inoltre utilizzato da Josef Müller-Brockmann e Peter Spalinger per la corporate identity delle Ferrovie federali svizzere.
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| Odermatt & Tissi, Svizzera 1980 Massimo Vignelli, USA 1975 Werbeagentur Müller-Blockmann, Svizzera 1975 Chermayeff & Geismair, USA 1976 |
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| Massimo Vignelli, USA 1966 Chermayeff & Geismair, USA 1993 George Calame, Svizzera 19868 |
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| Bruno Munari, Libri illeggibili, Italia 1980 Thonic, The Netherlands, 1997 |
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| Alan Flecher, Inghilterra, 1991 |
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| Hans Hillmann, Germania, 1964 |
In quanti modi è possibile scrivere una lettera? Con quali strumenti? Con quali materiali?
Negli oggetti quotidiani possiamo vederne delle lettere? In bianco e nero? A colori? Con delle texture?
Insegnanti, atelieristi, genitori, nonni lo troveranno interessante e stimolo di nuove ricerche. Ricerche sul segno e sui materiali, sugli alfabeti.
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| ©2016 Italian Toy e Simona Balmelli |
E molte molte altre cose che la fantasia suggerisce ai bambini, ma non solo. Un Italian Toy dai 4 ai 99 anni.
Un ultimo sguardo ad alcuni libri che raccontano di lettere e di alfabeti.
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| Bruno Munari – Alfabetiere – Corraini Editore 2000 |
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| Fabrizio Silei – Alfabetiere – Electa Kids 2013 |
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| Alessandro Sanna – ABC di boccacce – Kite Edizioni 2010 |
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| Sonia Delaunay – Alfabeto – Babalibri 2010 |
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| Alphabet – www.orbispictusclub.fr |
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| Kveta Pacovska – Alfabeto – Minedition 2012 |
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| Anne Bertier – Construis-moi une lettre Editions MeMo 2008 |
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| Marion Bataille – ABC3D – Edizioni Corraini 2009 |
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| Harriet Russel – A come rinoceronte – Edizioni Corraini 2005 |
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