martedì 18 ottobre 2016

SU LINEE E TONDI

Una linea può essere retta, spezzata, ondulata, a spirale, tracciata con la riga o tracciata a mano.



Una linea potrebbe essere disegnata con un solo strumento oppure con molti strumenti. 



Una linea potrebbe avere dei sentimenti? Com'è una linea arrabbiata? Una linea timida? E invece una linea innamorata? E ancora una linea triste? E poi... se la linea diventasse un filo?


Tutto questo quando?
- 26 novembre 2016 e 
- 11 febbraio 2017

Dove?
- Scuole elementari di Melide

Iscrizione?
- a simona.balmelli@gmail.com entro il 12 novembre




Un'altra cosa. Non parleremo solo di linee, ma anche di punti, tondi, cerchi o buchi. Lasciatevi stupire dalla sperimentazione e di un Metodo, quello di Bruno Munari, che affascina e insegna. Sempre.


giovedì 15 settembre 2016

A PARLAR DI SOLI

Il tramonto e l’alba sono il davanti e il dietro dello stesso fenomeno: mentre noi che stiamo di qua guardiamo il tramonto, quelli che stanno di là vedono l’alba”. (Bruno Munari)


Quello del sole è un laboratorio che amo molto. Un laboratorio nel quale la sperimentazione delle variabili è la protagonista. Queste variabili Bruno Munari le ha raccolte in un libro dal titolo "Disegnare il sole" edito da Corraini.


Come si disegna il sole? Non riusciamo neanche a guardarlo in faccia.
La sua forma circolare acceca, i raggi intorno illuminano. Il sole ha una forma tonda e i bambini la identificano subito in una faccia ed ecco quindi nascere soli con occhi naso e bocca. Per cercare di uscire dallo stereotipo s’insegnano ai bambini le tecniche artistiche per rappresentare il sole.
Perché il sole può essere forte o debole, tiepido come una giornata d’inizio primavera o caldissimo come quello di luglio. Nella nebbia il sole diventa bianco,…
Quello del sole è un laboratorio che, mediante il segno, ne studia forme, colori, dimensioni diverse con tecniche artistiche differenti tra loro.

Ci sono molti fattori che rendono questa sperimentazione ricca di variabili.


1- VARIABILI DEGLI STRUMENTI

Punte grafiche di tutti i tipi: pennarelli, pastelli, gessetti, penne, matite colorate...



Ogni strumento avrà la sua caratteristica e ad esempio a dipendenza dello strumento, lo stesso colore assume consistenza, gradazione e texture differenti.



Pennelli e la variabile del gesto
I pennelli hanno un potenziale incredibile. A dipendenza del gesto e di come si utilizza lo strumento, con lo stesso pennello si possono lasciare tracce differenti. Lo si può strisciare, ma lo si può anche solo appoggiare. E così un pennello a ventaglio se lo so appoggia in piano diventa già un quarto di sole. Con una semplice rotazione si può completare un sole che già faceva parte del pennello. A questo proposito Bruno Munari insegna che "è il segno che fa il disegno". Poi il gesto può anche essere leggero o pesante, tremolante o deciso...


Pennello da parrucchiere

Pettine


La variabile di "strumenti speciali" che sorprendono per la ricchezza di segni diversi. È divertente sperimentare un pennello da pasticcere, un pennello da barba, oppure un pettine, o anche uno scovolino per le ciglia...




2- LA VARIABILE DEL COLORE è anche un elemento importante da tenere in considerazione. Il sole si trasforma in quanti colori? Com'è all'alba? Al tramonto? Dietro la nebbia? 



3- LA VARIABILE DELLA FORMA
In quanti modi si può disegnare il sole? Con i raggi, senza raggi,  con i raggi a puntini, a strisce. Con i raggi lunghissimi o cortissimi. Oppure senza raggi. Si può disegnare un sole piccolo oppure grandissimo. Le possibilità sono veramente molte e se si combinano tutte queste variabili insieme la sperimentazione lascia spazio a molta creatività e libertà di operare intorno a questo tema.




3- LA VARIABILE DELLA TECNICA
Quali tecniche si possono usare per disegnare il sole?
C'è la tecnica della tempera, dell'acquarello, della china, la tecnica della stampa con timbri di ogni genere, oppure la stampa monotipo, il frottage, il collage...

Acquarello

China

Stampa

Stampa monotipo

Collage

Pennarello

Frottage

Terminata la sperimentazione, una fase che lascia ampio spazio alla ricerca, alla scoperta di strumenti e tecniche si invita il bambino, il ragazzo o l'adulto a mettere ordine alla sperimentazione fatta e di catalogare secondo un criterio a scelta.

Parlo della catalogazione e della sua importanza qui.

Un catalogo di soli rosa

Soli senza raggi

Diminuendo di soli



I MIEI LIBRI PREFERITI CHE PARLANO DI SOLI

Stefan Zavrel – Il sole ritrovato – Bohem press 2010

Giovanna Zoboli, Philip Giordano – Quando si sveglia il sole
Topipittori 2015

Franklyn M. Branley, Helen Borten – The sun: our nearest star
Fitzhenry & Whiteside Limited 1961

Fanette Mellier – Au Soleil – Art & Caractère 2015


E per finire... un piccolo sguardo anche ai SOLI NELL'ARTE.


Simbolo del sole, Arte rupestre, Val Camonica
Michelangelo, La creazione del sole, luna e piante, 1511

Simbolo del sole, Duomo di Milano
Vincent Van Googh, Seminatore col sole, 1888
William Turner, Tramonto infuocato, 1825-26
Claude Monet, Londra il Parlamento, Squarci di sole, 1904

Paul Klee, Con il sole che tramonta, 1919
Marc Chagall, Il grande sole, 1958
Georgia O'Keeffe, Alba, 1916
Joan Miro, Il volo della libellula davanti al sole, 1968
Jean Arp, Sole
Roy Lichtenstein, Alba, 1965





mercoledì 6 luglio 2016

TANTO SOLE E...

Per augurarvi buone vacanze vi saluto con un magnifico sole realizzato in uno dei miei laboratori per adulti.
Il blog riprenderà a settembre con un post dedicato proprio al sole. Bruno Munari ne ha fatto anche un libro, ma ne riparleremo dopo il riposo estivo.

BUONA ESTATE,
e grazie a tutti voi che mi seguite!
Simona Balmelli




lunedì 30 maggio 2016

NELL'ERBA

Oggi vi voglio parlare di un laboratorio che amo molto e che spesso ripropongo in primavera quando la natura riprende piano piano vita dopo l'inverno.
Ve ne ho già parlato qui con un'esperienza dedicata agli adulti.
In questo post vorrei invece mostrarvi questo laboratorio nelle scuole condiviso con i bambini e i loro genitori.


Condurre questo laboratorio, appreso grazie a Silvana Sperati ideatrice di questo progetto durante la mia formazione Bruno Munari, significa ogni volta imparare cose nuove.

Significa ricercare e studiare le varie specie di erbe e fiori. Significa uscire all'aperto e osservare fin nei più piccoli dettagli. Significa dare un nome a dei fiori che prima non sapevi nemmeno che esistessero. Significa aprire ben bene gli occhi e stupirsi di quanta meraviglia c'è intorno a noi.

Per tutte le ricerche e per scoprire le corrette nomenclature delle erbe e dei fiori durante questo periodo non mi ha mai abbandonata il mio manuale per riconoscerne le diverse specie. Si intitola "Che fiore è questo?" ed è un manuale semplice da utilizzare nel quale i fiori e le erbe sono classificate secondo il colore e secondo la loro forma, facili da riconoscere.

Che fiore è questo? – Scienze naturali, Manuali

Il modo migliore per conoscere un vero prato però è quello di entrarci. Qui mamme, papà, nonni e bambini lo hanno fatto. Parlo di un prato spontaneo, non di un prato tagliato a regola d'arte o magari addirittura di un prato posato a rotoli.  

L'erba a volte è molto alta. A volte bagnata. A volte quest'erba pizzica, altre volte invece profuma. Naturalmente serve anche un po' di coraggio per entrarci. Mettere i piedi in un luogo che poi spariscono e non si sa bene dove vanno a finire è un'impresa da veri esploratori, credetemi.
Ma poi è una soddisfazione scoprire i colori dei fiori: giallo, arancio, rosa, rosso, blu, viola...
Le forme delle foglie: allungate, rotonde, ovali, con i paletti e senza. Foglie a zig zag, foglie pungenti, foglie morbide, lisce...
E poi gli insetti che vivono nel prato: formiche, api, bombi, vespe, sputacchini...


E quando purtroppo la pioggia non ci consente di uscire, munita di stivaloni e mantellina, raccolgo per i bambini un mazzo di prato così da poterlo osservare restando però all'asciutto.






Terminata l'osservazione arriva il momento della sperimentazione mediante un'opera collettiva con una regola da tenere ben presente.
Come il filo d'erba cresce dalla terra anche i fili d'erba dipinti nascono dal basso verso l'alto per creare dinamicità e sfumature.


E le foglie? Naturalmente le foglie, come ci insegna Bruno Munari, stanno già nel pennello perché è il segno che fa il di-segno. E i fiori? Beh, anche quelli sono già nel pennello.




Non mi resta che concludere questo articolo con un bellissimo testo di Bruno Munari dal titolo Taraxacum e regalandovi un'opera di un prato spontaneo realizzata da una classe di bambini della scuola dell'infanzia di Stabio.

"I giganteschi fiori dei fuochi artificiali
sbocciano nel buio della notte
con grande frastuono di tuono
in pochi secondi una mitragliata di piccoli spari
e l'energia concentrata in un piccolo spazio 
si espande in ogni direzione
in modo uniforme generando
nello spazio buio una grande sfera di luci
e in corrispondenza degli spari
sbottano altri spari minori
in pochi secondi tutto svanisce
e le scintille luminose ormai rosse
scendono lentamente
spegnendosi
nell'erba
dove incontrano i soffioni 
del taraxacum officinale
generati con lo stesso principio
dell'espansione di energia
in ogni direzione dello spazio
in un tempo più lungo e in silenzio.
I soffioni aspettano un bambino
che con un soffio faccia volar via
verso il cielo
i piccolissimi semi."

tratto da "Pensare confonde le idee" di Bruno Munari, Corraini 2008





lunedì 16 maggio 2016

PER FARE UN LIBRO...

Per fare un libro ci vuole "un insieme di fogli di carta (o altro materiale) della stessa dimensione, cuciti e forniti di copertina, che contengono un testo manoscritto o stampato [...] e rilegato(da Dir, dizionario italiano ragionato).

Un libro può essere fatto solo con le pagine di carta? Le pagine devono sempre avere lo stesso formato? Normalmente quando si pensa ad un libro lo si immagina con dei testi o magari con testi e immagini abbinate. Un libro può non avere entrambe le cose? In quanti modi si può rilegare un libro? 

Bruno Munari tutte queste cose ce le insegna attraverso i suoi libri per bambini.
Nel 1945 Munari si avvicina al mondo del libro per l'infanzia grazie a suo figlio Alberto allora cinquenne. Il mercato librario non offriva nulla di interessante così progetta una serie di libri per bambini innovativi e moderni. Nei libri troviamo dei buchi nei quali i bambini possono guardare attraverso, ci sono finestre pop-up da aprire dove all'interno se ne trovano delle altre... 
È una collana di libri nei quali i bambini sono protagonisti attivi davanti a quel libro fonte di conoscenza e grande comunicatore visivo.

A partire da quel momento l'idea "classica" del libro cambia e l'interesse per il libro come oggetto assume un valore importante, rivoluzionario.


"Normalmente quando si pensa ai libri si pensa a dei testi, di vario genere: letterario, filosofico, storico, saggistico ecc., da stampare sulle pagine. Poco interesse viene portato alla carta e alla rilegatura del libro e al colore dell'inchiostro, tutti quegli elementi con i quali si realizza il libro come oggetto. Poco interesse viene dedicato ai caratteri da stampa e ancora meno agli spazi bianchi, ai margini, alla numerazione delle pagine, e tutto il resto."
Bruno Munari in "Da cosa nasce cosa"


Sperimentare l'oggetto libro in un laboratorio Metodo Bruno Munari® significa ricercare e sperimentare i differenti modi con i quali si può costruire un libro.
Un esempio molto importante che amo portare nei laboratori per aiutare la comprensione dell'oggetto libro sono i Prelibri che Bruno Munari ha progettato nei primi anni '80.
I Prelibri sono una piccola galleria d'arte nel quale il bambino o l'adulto si trova confrontato di fronte alle molteplici possibilità di concepire il libro come oggetto.
Dapprima pubblicati da Danese ora ristampati per la quinta volta da Corraini.
Sono dodici piccoli libri per bambini che, ancora non sanno leggere, tutti differenti per materiali, messaggio e rilegatura.

Immagini tratte da http://www.corraini.com/it/catalogo/scheda_libro/31/I-prelibri

Ogni libro è stato progettato in maniera che in qualunque modo sia preso in mano risulti sempre dritto. C'è un libro di legno che oltre ad avere un messaggio tattile suona. Uno invece è di panno che come suggerisce Bruno Munari si può utilizzare come la coperta di Linus. Uno in plastica trasparente per imparare a contare. Uno di biologia, uno sui colori primari e secondari. Un altro, il mio preferito, nel quale un filo rosso si diverte a cambiare sempre direzione...
Ogni libro comunica un messaggio, ogni libro ha un materiale diverso e una diversa rilegatura. Il bambino riceve stimoli e conoscenze diverse da ognuno di questi dodici libri.

Proprio dai Prelibri nasce l'osservazione, l'analisi e la sperimentazione per giocare con il Metodo.

Ecco che siamo partiti da semplici fogli di carta di differenti formati e grazie alla sperimentazione fatta precedentemente sulla manipolazione della carta, per esempio questa, nasce un'altra sperimentazione questa volta finalizzata a ricercare le varie possibilità, attraverso il taglio e la piega, per costruire un libro senza rilegatura.

Si può partire dal semplice leporello fino ad arrivare a forme più complesse con pieghe e tagli obliqui.


Dopo la sperimentazione delle varie forme del libro si arriva alla progettazione di un vero libro.
Un libro illeggibile. Ma cos'è un libro illeggibile?
È un libro sempre ideato da Bruno Munari a partire dagli anni '50 nel quale la comunicazione e il messaggio parlano, non attraverso le parole o le immagini, ma attraverso il materiale con il quale si costruisce il libro, ovvero la carta. Si può utilizzare il materiale con il quale si costruire il libro per comunicare? Il libro indipendentemente dalle parole può comunicare qualcosa? E cosa?



Questa sperimentazione viene condotta secondo alcuni criteri e regole. L'utilizzo al massimo di tre colori con una ricerca sulla forma del libro, i suoi contrasti, il ritmo, le pause, il rapporto tra fronte e retro, i tagli e le pieghe e i formati.







E infine anche con i fili...


Laboratori per adulti – Rovio 2016

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