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martedì 1 marzo 2016

CON LE MANI – Laboratori per adulti

"La creatività, come uso finalizzato della fantasia e dell'invenzione, si forma e si trasforma continuamente. Essa esige una intelligenza pronta ed elastica una mente libera da preconcetti di alcun genere, pronta a imparare ciò che gli serve in ogni occasione e a modificare le proprie opinioni quando se ne presenta una più giusta.
L'individuo creativo è quindi in continua evoluzione e le sue possibilità creative nascono dal continuo aggiornamento e dall'allargamento della conoscenza in ogni campo".
Bruno Munari, da Fantasia , Editori Laterza 2001


Sono aperte le iscrizioni ai laboratori secondo il Metodo Bruno Munari® promossi dal Gruppo genitori di Rovio.

Quando? Sabato 16 e 30 aprile 2016
Dove? Refettorio dell'ala materna di Rovio

Una buona occasione per insegnanti, educatori, genitori, appassionati di Bruno Munari e del suo metodo di sperimentare attraverso il fare manuale. Due giornate in cui la mano diventa l'indiscussa protagonista dei laboratori attraverso la manipolazione e i sensi. Riscopriremo il piacere di fare in un clima di ricerca, stupore e divertimento.

Per informazioni e iscrizioni potete scrivermi all'indirizzo di posta elettronica
simona.balmelli@gmail.com oppure chiamarmi al numero +41 76 543 02 29.



martedì 12 gennaio 2016

GIOCHI PER TUTTI I SENSI #2 – IL TATTO

Il tatto è il senso più sviluppato dal momento che veniamo al mondo. Durante la gestazione è in assoluto il primo senso che si sviluppa subito dopo la fase embrionale.
Il con-tatto è molto importante per lo sviluppo affettivo-emotivo del bambino e con la crescita diventa uno strumento fondamentale di ricerca, scoperta e auto apprendimento.
Il bambino comincia prima con la scoperta del proprio corpo, le mani, i piedi e il viso, poi continua con la scoperta degli oggetti non solo con le mani, ma anche con la bocca.

Con lo sviluppo degli altri sensi, la vista, l'acquisizione della parola, sembra però che il tatto non sia più un senso così importante. Infatti noi adulti diciamo spesso ai bambini "NON TOCCARE". Chissà perché, una volta cresciuti, il tatto assume sempre meno importanza.
Proprio per questo motivo è importante che gli insegnanti della scuola dell'infanzia, elementare, ma non solo, cerchino di ridare valore a questo prezioso strumento di conoscenza.

Con questo post vorrei continuare la serie dedicata "al fai da te". Piccoli giochi sensoriali facili da costruire a costi contenuti. Qui potete rileggere il post dedicato all'educazione del colore.
Prima però di darvi dei consigli su come costruire un percorso tattile vorrei esporvi una piccola ricerca di come il tatto ha ispirato artisti e pedagogisti.

Nel 1916 Constantin Brancusi realizza  una "Scultura per cieco". La prima versione dell'opera fu presentata a New York nel 1917 chiusa in un sacco con due buchi per passarvi le mani e poter toccare e "sentire" l'opera. Brancusi invita a superare l'ostacolo visivo per raggiungere attraverso il tatto un rapporto più intimo con l'opera.


Filippo Tommaso Marinetti nel 1921 redige il Manifesto futurista del Tattilismo. Ne da lettura al Teatro dell'Opera di Parigi. 

[...] nell'estate del 1920, ad Antignano, là dove la via Amerigo Vespucci scopritore di Americhe s'incurva costeggiando il mare, creai la prima tavola tattile. Sulle officine occupate dagli operai garrivano bandiere rosse. Ero nudo nell'acqua di seta, lacerata dagli scogli, forbici coltelli rasoi schiumosi fra i materassi d'alghe impregnate di iodio. Ero nudo nel mare di flessibile acciaio, che aveva una respirazione virile e feconda. Bevevo alla coppa del mare piena di genio fino all'orlo. Il sole con le sue lunghe fiamme torrefacenti vulcanizzava il mio corpo e bullonava la chiglia della mia fronte ricca di vele. Una ragazza del popolo, che aveva odore di sale e di pietra calda guardò sorridendo la mia prima tavola tattile: -Si diverte a fare barchette! Io le risposi: - Si, costruisco un'imbarcazione che porterà lo spirito umano verso paraggi sconosciuti [...].

Tavola tattile, "Sudan-Paris, 1920
                                                   
La superficie dell'opera è progettata per restituire al tatto le sensazioni che suscitano i due luoghi: seta liscia, velluto e pelliccia per Parigi, nella parte inferiore dell'opera. In quella superiore una grattugia, il sughero, le setole di una spazzola e la tela grezza per il Sudan.

Daniel Spoerri nel 1962 con l'opera "Dylaby" propone un'innovazione artistica che potrebbe essere definita come "tattilismo ambientale" per provare allo spettatore sensazioni cinestetiche.


Nel 1960 nasce G.R.A.V. un Gruppo di ricerca di arte visuale. Nel 1963 partecipano alla terza Biennale di Parigi con un'opera "Il labirinto" che vuole lo spettatore protagonista e fruitore dell'opera stessa. 



Vogliamo interessare lo spettatore, disinibirlo, metterlo a suo agio. Vogliamo farlo partecipare. Vogliamo porlo in una situazione che egli stesso mette in moto e trasforma. Vogliamo che sia cosciente della sua partecipazione. Vogliamo che si orienti verso un'interazione con altri spettatori. Vogliamo sviluppare nello spettatore una forte capacità di percezione e d'azione. Uno spettatore cosciente del suo potere d'azione e stanco di tanti abusi e mistificazioni potrà fare egli stesso la vera
rivoluzione nell'arte. Metterà in pratica le parole d'ordine:
VIETATO NON PARTECIPAREVIETATO NON TOCCAREVIETATO NON ROMPERE.

Nelle immagini che seguono altre due opere di artisti nel quale lo spettatore interagisce con l'opera stessa.

"Penetrable" di Jesus Rafael Soto

"In cubo" di Luciano Fabro, 1966

Bruno Munari ha utilizzato il tatto in molte sue opere.

Beba Restelli le descrive in un suo testo dal titolo "Bruno Munari, la polisensorialità e i bambini".

"La prima tavola tattile risale al 1931, a questa ne seguiranno altre. Realizzate su tavole di legno, presentano vari materiali come carte vetrate di varia finezza, sughero, corde, metallo, pelle e pelliccia così da offrire diverse sensazioni visive e tattili. Sulla tavola del 1943 l'artista indica i tempi di lettura (lento, forte, veloce, velocissimo), come fosse una partitura musicale".

Bruno Munari, Tavola tattile, 1938, materiali vari (ferro, carta abrasiva, filo, corda, velluto, pelliccia, stoffa, plastica, chiodi) 
su supporto in legno, 122 x 13 x 3 cm, collezione Miroslav Hajek.

"Nel 1976 Munari progetta il Messaggio tattile per una bambina non vedente. Il Messaggio, con le sue continue sorprese, riprende già l'idea espressa dall'artista con la Tavola Tattile, un'opera d'arte da percepire con il tatto, indispensabile per un non vedente, ma altrettanto importante per i vedenti. Si tratta di una composizione lineare alta 2 metri - precisa Munari - invitandoci a farla passare tra le mani come un rosario. È formata da una corda di plastica liscia, un nodo di canapa, una catenella di pallone cromata, plastica morbida in strisce, un anello di ferro a cui sono attaccati altri materiali quali canapa sfilacciata, corda di manila, rafia natura; un tubo di PVC morbido, una molla metallica, un altro nodo, un filo di lana, un pezzetto di pelliccia e una fettuccia con bottone e asole. I materiali sono indicati nel disegno da Munari stesso che è solito accompagnare le sue opere da precise istruzioni per essere ben capito, offrendo la possibilità di ripetere le esperienze".

Bruno Munari, 1976
Messaggio tattile per una bambina non vedente

Nel 1977 apre a Milano, legato alla mostra "Le mani guardano" dal Beaubourg parigino, il primo laboratorio tattile.

"A Parigi la mostra non aveva laboratorio tattile, ma invece a Milano, su richiesta degli stessi organizzatori, venne allestito un laboratorio tattile in due sale adiacenti alla mostra.
Nella mostra i visitatori avevano molto da toccare, materiali e modelli, piante di città in rilievo, scatole nere nelle quali si poteva introdurre una mano per toccare, senza vedere, materiali diversi. [...] Come per il Laboratorio di Brera i bambini delle scuole elementari venivano accompagnati dagli insegnanti e si fermavano circa un'ora per fare l'esperienza tattile. Una grande porta che collegava la mostra francese con il laboratorio era trasformata in spessore tattile da attraversare per entrare nel laboratorio; bambini e adulti dovevano farsi strada facendo un varco tra i diversi materiali appesi che, logicamente, venivano toccati per spostarli. Era questo il contatto che introduceva i visitatori in un luogo dove tutto era da toccare [...]"

da "I laboratori tattili" di Bruno Munari
Edizioni Corraini, 2004



Qui e qui potete rivedere due post legati al tatto secondo il Metodo Bruno Munari®.

Bruno Munari realizza, per bambini che ancora non sanno leggere, i "Prelibri". Dodici piccoli libri-oggetto di 10 x 10 cm. costruiti con diversi materiali quali il panno, la plastica, il legno, la carta, il cartoncino, il cartone, la friselina, il panno spugna. La diversità non sta solo nei materiali, ma anche nel tipo di rilegatura: con punti metallici, con spirali di plastica e metallo, mediante brossura, con dello spago, cuciti...

"Si potrebbe dire in modo approssimativo, che il bambino riceve diverse informazioni attraverso tutti i suoi recettori sensoriali, e viene a conoscere questi oggetti che si chiamano libri, dove ogni libro ha una informazione diversa: uno di storia naturale, uno di ginnastica, uno di fantascienza, uno di geometria dinamica, una possibile favola da inventare, uno sulla percezione dei colori, un gioco di prestigio, un libro morbido e affettuoso come la coperta di Linus."
Bruno Munari, "Da cosa nasce cosa", Editori Laterza, 2000



Maria Montessori ha realizzato una serie di materiali sullo sviluppo del senso tattile.

Eccone alcuni esempi:
1- tessuti, si lavora per appaiamento.
2- tavolette del liscio e del ruvido, si lavora per grado di difficoltà. Tavola con un contrasto, tavola
    con più contrasti, tavola con le varie gradazioni di ruvidità.
3- tavolette termiche, si lavora per appaiamento. 6 paia di tavole con materiali differenti da accostare
    per sviluppare il senso termico.
4- tavolette bariche, realizzate con tre legni diversi per sviluppare il senso del peso.

Materiali di Maria Montessori per sviluppare il senso tattile
mediante esercizi ripetitivi.

Ma come realizzare un percorso tattile? Cosa troviamo in commercio?
In commercio si possono trovare moltissimi giochi legati al tatto. A volte però la qualità lascia un pò a desiderare. Altre invece il costo, nonostante una buona qualità, è troppo alto.
Che siate genitori, nonni appassionati del fai da te, insegnanti, in poco tempo e a costi contenuti potrete realizzare delle tavole tattili di ottima qualità.

Cosa serve?
- base in legno MDF della dimensione desiderata (io ho utilizzato un A4);
- nastro biadesivo;
- materiali diversi (cartone ondulato, mangiafumo, pelli e pellicce, zerbini, pvc, metalli, plastiche...).

Più i materiali sono diversificati tra loro più si da la possibilità a chi sperimenta di avere sensazioni diverse e percepire maggiori contrasti. Non solo il liscio e il ruvido, ma anche il caldo e il freddo, il morbido e il duro, il piatto e l'ondulato, il pungente e il vellutato...





I bambini all'opera...






Un'esperienza tattile di questo tipo permette al bambino in primo luogo di divertirsi, di relazionarsi con i compagni, fare delle scelte sul tipo di materiale preferito e quello più sgradevole. Capire il perché. Dare un nome ai materiali. Quale materiale sto toccando? Giocare con i contrasti e le similitudini. Allargare il proprio vocabolario. Un'esperienza ricca che allena tutti i sensi.

Una mostra interessantissima "VIETATO NON TOCCARE a contatto con Bruno Munari" aprirà le porte alla sperimentazione tattile e sarà presente al MUBA dal 22 gennaio al 15 settembre.


giovedì 12 febbraio 2015

DALLA SABBIA AI SASSI #2

Tante sabbie diverse:
per colore, malleabilità, consistenza, granulosità, umidità, odore, fino ad arrivare ai sassi.
Un percorso sensoriale che ha divertito i bambini e una sorpresa che, se volete (ri)vedere, ho già pubblicato qui.

Sabbia decorativa fine, sabbia di mare, sabbia cinetica.

Sabbia nera ferrosa, sabbia decorativa bianca a grana grossa, terra.

Sabbie di fiume di tre granulosità diverse.

Ghiaietto, ghiaia, sassi.



Scuola dell'infanzia – Stabio


martedì 9 settembre 2014

GIOCARE CON TUTTI I SENSI

Questo blog vuole essere un luogo per condividere pensieri e idee di chiunque voglia parlare di creatività, del fare manuale e che sia in linea con l'ideologia e il metodo di apprendimento di Bruno Munari.
Si parla e parlo certo di Bruno Munari, del suo metodo, ma non solo...
Si può parlare anche più in generale di creatività, fantasia, invenzione, sperimentazione.
Si possono promuovere progetti ed eventi.
Si può parlare anche di un buon libro.
Mi piacerebbe che questo luogo sia un ritrovo aperto per condividere e dare voce a chi come me ama l'arte, l'immagine, il fare manuale e le cose belle!
Quindi se avete idee scrivetemi!
Questa la voce di un' amica e collega a proposito di un progetto comune.


[di Laura Frigerio Bonoli] 

Con Simona ho fatto un pezzo di strada importante, quello che ci ha cambiato la vita, il punto di vista da cui guardare, osservare la bellezza delle piccole cose e le meraviglie che ogni giorno si nascondono tra le pieghe dei nostri gesti quotidiani.
Questo percorso si chiama « Bruno Munari » e, il suo Metodo, poterlo scoprire, capire e operare è quello che facciamo entrambe da qualche anno.
Sulla strada lo scorso giugno abbiamo avuto l’occasione di collaborare ad un progetto rivolto alle insegnanti di scuola dell’Infanzia della regione in cui viviamo.
Abbiamo deciso di affrontare con le insegnanti il tema del tattilismo, per poter aprire finestre utili alla loro sperimentazione personale e offrire spunti di riflessione alla loro pratica con i bambini delle loro sezioni.



I bambini di oggi hanno quantomai necessità di un’educazione alla sensorialità, l’esplorazione del mondo e la scoperta manipolativa dei materiali è fondamentale.
Abbiamo così proposto giochi di esplorazione sensoriale andando alla riscoperta di una moltitudine di materiali diversi approfondendo una ricerca delle qualità, sia intrinseche che soggettive, analizzandone le caratteristiche in un’ottica più scientifica, per favorirne una classificazione e infine andando a realizzare una tavola tattile che raccontasse attraverso i materiali e sensazioni una propria storia personale. 



Come sempre, durante i Laboratori Munari®, le risposte, le realizzazioni erano tutte diverse e personali e l’esperienza di ogni insegnante è andata ad arricchire il bagaglio di tutti.
Il laboratorio favorisce proprio tutto ciò, perché pone l’attenzione sui processi e non sui risultati, smuove dal pregiudizio per aprirsi al nuovo, dà la possibilità a tutti di ricercare e trovare le proprie risposte, le proprie soluzioni ideative attingendo alle proprie risorse personali.
È stata un’esperienza intensa, gratificante e bella soprattutto perchè condivisa. Ed è soltanto l’inizio…




mercoledì 12 marzo 2014

TAVOLE TATTILI


Tanti materiali diversi! Nascondiamoli...

 Tocchiamo, sentiamo e accarezziamo i materiali.
Che sensazioni suscitano? Alcuni sono gradevoli al tatto mentre altri
 proprio no. Cerchiamo di scoprire che materiali sono.

Ora scopriamoli anche con gli occhi...
Come si chiamano questi materiali?

Adesso cerchiamo di classificarli per famiglie.

Materiali pungenti, materiali "retosi", materiali naturali...
poi quelli sofficissimi, quelli leggeri e anche quelli pesanti...

E ora... Cosa mi fanno venire in mente questi materiali?
Creiamo una storia!

Una storia di magia con una principessa e la sua polvere d'orata.

Storia solo da toccare.

Un cane che nuota in mezzo al mare con una fila di gabbiani
e un uomo su una barca.

sabato 11 gennaio 2014

TUTTO È COMINCIATO DA QUI...

Vi voglio raccontare come è iniziata la mia esperienza nel condurre i laboratori Metodo Bruno Munari®.
Dopo aver frequentato i primi corsi di formazione specialistica presso l'Associazione Bruno Munari  sentivo il bisogno di dover sperimentare il Metodo che mi veniva insegnato.
Dovevo soddisfare l'esigenza nel voler capire "come si fa". Come potevo trasmettere il pensiero e gli insegnamenti di Bruno Munari agli altri? Ai bambini, ai ragazzi, agli adulti...

Bruno Munari citava un antico proverbio cinese che recita: 
"Se ascolto dimentico, se vedo ricordo e se faccio capisco". 
E non c'è cosa più vera del fare per capire.

Ma come fare? Dove e con chi?

All'epoca lavoravo come mamma a tempo pieno, non avevo un luogo per provare, non avevo una classe di bambini. Però avevo i miei figli e casa mia, con una sala da pranzo che usavamo solo per cene e pranzi con amici e parenti.
Così cominciai a invitare gli amici dei miei figli con le loro mamme, gli amici degli amici e così via...
La mia sala da pranzo si trasformò presto in un luogo per sperimentare il Metodo, per giocare con strumenti e materiali, imparare tecniche d'arte e sperimentare attraverso i sensi.

Eccovi delle immagini del mio primissimo laboratorio, nella mia sala da pranzo dove abbiamo sperimentato i "Messaggi tattili". Sulla lampada sono appesi degli esempi visivi.









Dopo aver ottenuto il Master in Metodologia Bruno Munari® conseguito nel settembre del 2012, ecco la mia sala da pranzo oggi... Si è trasformata in uno studio di ricerca, magazzino di materiali e luogo di sperimentazione dei Laboratori Metodo Bruno Munari®.






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