martedì 24 febbraio 2015

I SEGNI – #3 LABORATORI PER ADULTI – LO STEREOTIPO DELLA CASA

Come cambia lo stesso disegno con segni diversi?








Qui e qui trovate gli altri due post dedicati ai laboratori per adulti svolti alla Libreria Sempreliberi di Lodi.


Per approfondimenti sul tema:
I SEGNI a cura di Coca Frigerio
collana diretta da Bruno Munari "Giocare con l'arte"
Zanichelli 1982

mercoledì 18 febbraio 2015

OHHHHH!

Ohhhhh, è l'esclamazione dei bambini quando entrano in un laboratorio Metodo Bruno Munari®.
Si incuriosiscono. Chiedono. Si interessano.
Cercano di scoprire quello che il tavolo svela. Materiali, giochi, tecniche...
Un tavolo apparecchiato con molta cura per stimolare e intrigare.
Quello dei laboratori Munari, è un tavolo che invita "a fare".


ALLESTIMENTO LABORATORIO "LIBRI E 5 SENSI"




ALLESTIMENTO LABORATORIO "COLORI"


ALLESTIMENTO LABORATORIO "CARTONE ONDULATO"




ALLESTIMENTO LABORATORIO "FOGLIE E TEXTURE"



ALLESTIMENTO LABORATORIO "IL VERDE"


Immagini scattate durante laboratori svolti nel 2013 e 2014
alla Scuola dell'infanzia di Stabio


giovedì 12 febbraio 2015

DALLA SABBIA AI SASSI #2

Tante sabbie diverse:
per colore, malleabilità, consistenza, granulosità, umidità, odore, fino ad arrivare ai sassi.
Un percorso sensoriale che ha divertito i bambini e una sorpresa che, se volete (ri)vedere, ho già pubblicato qui.

Sabbia decorativa fine, sabbia di mare, sabbia cinetica.

Sabbia nera ferrosa, sabbia decorativa bianca a grana grossa, terra.

Sabbie di fiume di tre granulosità diverse.

Ghiaietto, ghiaia, sassi.



Scuola dell'infanzia – Stabio


lunedì 2 febbraio 2015

QUANDO I BAMBINI CAMBIANO STRADA

Di impronte e di tracce sperimentate con la pasta di sale, ne avevo già parlato qui e qui.
In questo post vi mostro invece come i bambini, facendo, hanno quella caratteristica naturale di ideare con semplicità. Basta cambiare un gesto e l'azione che si va a fare cambia significato.

Il laboratorio dell'impronta e della traccia ha come scopo la scoperta di quest'ultime cercando di capire la differenza tra di esse. L'azione che si va a fare, per quanto riguarda l'impronta, è quella di appoggiare uno strumento (di uso quotidiano o raccolto in natura) per vedere che segno lascia. Nel caso della traccia si tratta invece di strisciare o ruotare lo strumento per scoprirne la sua scia.

I bambini in questo caso durante la sperimentazione hanno scoperto anche la possibilità di lasciare gli strumenti nella pasta creando così composizioni tridimensionali. La scultura è diventata "il gioco". Naturalmente, una volta smontata l'opera, siamo andati a vedere quali tipi di segni o impronte gli strumenti hanno lasciato.
Credo sia importante saper cogliere i suggerimenti dei bambini ed essere pronti a "cambiare strada" laddove ne valga la pena. Esplorare da un'altra angolazione serve ad apprendere abilità e concetti ai quali inizialmente non avevamo pensato. Qui abbiamo certamente esplorato le tracce e le impronte, ma grazie ad un bambino, tutti hanno avuto la possibilità di sperimentare anche la composizione tridimensionale, l'accostamento degli oggetti tra di loro, gli equilibri e gli incastri.

Sapete che i Laboratori Bruno Munari sono luoghi ed esperienze pensati e progettati nei dettagli: dall'allestimento, alla scelta dei materiali, all'avvio del laboratorio, alla sperimentazione...
A volte però trovo interessante e stimolante lasciarci sorprendere e lasciare che siano i bambini a indicarci la via.





Scuola dell'infanzia – Bissone


lunedì 26 gennaio 2015

SABBIA #1

Un piccolo gioco che stupisce dal quale possono nascere racconti di personaggi, animali, figure fantastiche in luoghi di mare o di montagna dove scoppiettanti fuochi d'artificio...


Scuola dell'infanzia – Stabio

lunedì 12 gennaio 2015

I SEGNI – #2 LABORATORI PER ADULTI – IL CATALOGO


Eccomi rientrata dalle vacanze, buongiorno a tutti e Buon Anno! 

Oggi continuo la serie dei post dedicata ai laboratori con gli adulti alla libreria Sempreliberi di Lodi. Nel primo post, che potete leggere qui, vi parlavo dei segni e in particolare della sperimentazione, conoscenza e approfondimento degli strumenti e dei gesti. Una sperimentazione libera dal pensiero, che non vincola. Una sperimentazione soggettiva. Una sperimentazione che "fa senza pensare".

In questo post vi parlo invece della "riorganizzazione dei dati". (Chi vuole approfondire l'argomento della ricerca, dell'analisi e della progettazione consiglio calorosamente di leggere il saggio di Bruno Munari "Da cosa nasce cosa", edito da Laterza nel quale potrà sicuramente trovare spunti fondamentali su questo argomento).
Riorganizzare i dati significa ordinare, classificare, catalogare al fine di studiare i dati oggettivi raccolti. La creatività nasce proprio da questi processi di cui vi sto parlando. Nasce dalla ricerca, dalla sperimentazione, dallo studio e dall'analisi oggettiva.
Bruno Munari diceva in Da cosa nasce cosa che "creatività non vuol dire improvvisazione senza metodo. [...] La serie di operazioni del metodo progettuale è fatta di valori oggettivi che diventano strumenti operativi nelle mani di progettisti creativi".

Ecco che i partecipanti dopo una sperimentazione dei segni libera da vincoli e regole riorganizzano il materiale secondo un criterio a loro scelta. Il "compito" in questa fase del laboratorio è quello di realizzare ognuno un proprio un catalogo.

I criteri per la creazione del catologo sono vari e molteplici, ne elenco alcuni: 
1- secondo i gesti
2- secondo gli strumenti
3- secondo la trasparenza
4- secondo le dimensioni
5- secondo similitudini
6- secondo contrasti



Qui la scelta è stata dettata dalla forma che i gesti e gli strumenti hanno operato, il cerchio.

Un altro elemento da tenere in considerazione è la struttura del catalogo. Un catalogo a forma di libro? Oppure un leporello? Un catalogo tipo schedario? O un catalogo con finestre?
Un catalogo in bianco e nero o un catalogo colorato? Dimensione di pagine tutte uguali o pagine diverse tra loro? Le possibilità sono molte. Qui entra in gioco la creatività di ognuno senza però tralasciare tecnica e organizzazione.




Le idee e le scelte sono state molte, tutte interessanti e originali. 
C'è chi ha creato una casa dei segni con una distinzione tra segni curvi e segni retti. Chi ha privilegiato un solo strumento dando quindi più importanza al gesto e alle azioni eseguite durante la sperimentazione. Chi invece ha preferito lavorare con le linee, dalla più sottile alla più spessa. Chi ha creato un libro-gioco per bambini. Chi è stato più poetico, raccontando la storia di un movimento. Oppure chi ha giocato con la luce e la trasparenza regalandoci attimi di stupore.

Un laboratorio questo, che ricerca il ragionamento oggettivo con lo scopo di comunicare un messaggio attraverso la riorganizzazione dei dati utilizzando quale mezzo comunicativo il catalogo. L'analisi oggettiva permette di raggiungere un passo successivo e fondamentale: la progettazione.

Saper progettare significa indagare in profondità. Un progetto non nasce dal nulla. Progettare non è difficile, ma esige attenzione, costanza, capacità di analisi e di sintesi.
Saper progettare è saper fare. Chi sa fare è una persona creativa in grado di risolvere i problemi da qualsiasi angolazione, anche il "riso verde servito su piatto caldo" di Bruno Munari.

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