lunedì 8 maggio 2017

FARE INSIEME, MANI GRANDI E MANI PICCINE

Come ramifica un albero? C'è una regola? Come disegnarli? Come costruirli?
Com'è la sua corteccia? Marrone? Siamo sicuri?
Ci siamo posti molte domande prima di iniziare questo laboratorio. Bambini della scuola dell'infanzia con le mamme e i papà hanno osservato, discusso e capito che solo una regola in natura è imprescindibile:
"il ramo che segue è sempre più piccolo del ramo che lo precede".

Oggi vorrei continuare a parlarvi del bosco. L'ho già fatto nel post precedente che potete rileggere qui, ma ora vorrei raccontarvi qualcosa in più.

La scorsa volta vi ho parlato di una tecnica di stampa con la spugna per fiori recisi per caratterizzare le cortecce degli alberi. C'è però un'altra tecnica che si può utilizzare. Una tecnica semplice e immediata: il frottage. Per chi vuole approfondire maggiormente ne parlo qui.

Il frottage è una tecnica semplice da realizzare e al tempo stesso immediata. I bambini hanno insegnato ai genitori come utilizzarla e con pochi materiali, carta e pastelli, il gioco è fatto.
Si è creata subito armonia, voglia di fare e sperimentare le molteplici variabili che questa tecnica offre.





Ma ora come realizzare un albero da una striscia di carta texturizzata? Ecco un modo descritto da Bruno Munari nel libro "Disegnare un albero". Grazie a questo metodo, con pochi tagli, l'albero prende forma.

Immagine tratta da: "Disegnare un albero" di Bruno Munari
Edizioni Corraini



E poi si piega. Un ramo qui, un'altro la, alcuni si incrociano, altri tutti a destra o a sinistra come decide il vento in quel preciso momento.




Con le fustelle o la tecnica di ritaglio della simmetria si creano le foglie.



Infine diamo vita al bosco disegnando i suoi abitanti.








lunedì 10 aprile 2017

UN BOSCO TEXTURIZZATO

Materiali naturali quali conchiglie, sassi, pigne, baccelli, semi, legni e legnetti oppure materiali artificiali come pettini, spazzole, bulloni, viti, aggeggi per cavi elettrici... possono diventare degli strumenti per creare texture.
Quale non è la sorpresa nel vedere quanti tipi di segni differenti lasciano se utilizzati in molti modi differenti: di piano, di lato, di coda, di testa.
Durante questo laboratorio ho potuto notare con gioia tante bocche di bambini e adulti aprirsi per lo stupore. Un laboratorio semplice che utilizza la tecnica della stampa con materiali insoliti.

Ecco come fare...

MATERIALI NATURALI



MATERIALI ARTIFICIALI



SPUGNE PER FIORI RECISI



Un po' di delicatezza e il gioco è fatto.





Tempera nera, rulli e vaschette proseguono la sperimentazione.



La tecnica è quella della stampa.







COME CONTINUARE IL GIOCO?

Una possibilità potrebbe essere quella di trasformare le texture in cortecce di molti alberi diversi.
Le cortecce degli alberi si distinguono tra loro a dipendenza della specie, dell'età, dell'orientamento rispetto al sole, del luogo, del clima, del terreno e si modificano col passare del tempo.

Immagini tratte da "Cortecce" di Cédric Pollet, L'ippocampo

Grazie alla regola della ramificazione dell'albero (il ramo che segue è sempre più piccolo di quello che lo precede) descritta da Bruno Munari in "Disegnare l'albero" con poche sforbiciate, da una striscia di carta texturizzata, l'albero prende vita.




E tanti alberi fanno un bosco.





lunedì 20 marzo 2017

9 TONDI PER DIRE...

Giocare con le regole e con gli equilibri. Comprendere cosa si vuole comunicare con l'immagine non è cosa semplice. Nove tondi di colori e dimensioni diversi. Cosa fare? Come comporli? Cosa comunicare?

Chi ha studiato comunicazione visiva conosce molto bene le Leggi della Getsalt e sa come muoversi sul foglio vuoto. Se bisogna comunicare leggerezza ad esempio si userà la parte superiore del foglio per collocare l'immagine, mentre invece se si deve comunicare un senso di pesantezza si userà la parte inferiore del foglio.
La comunicazione visiva (al contrario del lavoro degli artisti che dipingono per se stessi e l'immagine è soggettiva) vale la regola dell'oggettività e della correttezza delle informazioni e "cerca di definire in base a dati oggettivi, qual'è il rapporto più esatto possibile tra informazione e supporto".

Per chi vuole approfondire il tema della comunicazione visiva vi consiglio due libri. Il primo di Bruno Munari, semplice da capire e con una lettura scorrevole anche per chi non è un designer di professione, si intitola "Design e comunicazione visiva", edito da Laterza.
Il secondo libro, che penso si possa definire la bibbia dei grafici, è di Rudolf Arnheim "Arte e percezione visiva" edito da Feltrinelli.

Nelle immagini che seguono, si è giocato con leggerezza, con l'istinto di chi si approccia per la prima volta nella comunicazione con le immagini, ma con una regola vincolante: 9 tondi, non uno di più né uno di meno.

COMPOSIZIONE LIBERA CON  9 TONDI
Cosa comunicare?






COMPOSIZIONE CON  9 TONDI ABBINATA A UNA PAROLA
Come comunicare?










lunedì 6 marzo 2017

FORME E FORMATI

Fin dall’epoca preistorica l’uomo per comunicare ha utilizzato supporti differenti. Dalle pareti delle caverne, ai bronzi delle civiltà preelleniche, alle ceramiche dipinte greche, alle volte e le cupole delle chiese, alle tavole di legno... fino ad arrivare alle tele.
Erano tutte basi diverse nei quali l’uomo esprimeva concetti, storie e leggende. Ognuno di questi supporti aveva formati differenti tra loro. Quadrati, rettangolari, circolari, ovali e altre forme varie.


Esempi di formati diversi – Arte gotica italiana tra il '200 e il '300.
Immagini tratte da "Arte nel tempo" – Bompiani

Oggi cosa offriamo ai nostri bambini per esprimere i lori pensieri? 

Nelle scuole viene perlopiù offerto ai bambini il formato A4 rettangolare. 
Un buon modo per uscire dallo stereotipo della forma ce lo insegna Bruno Munari. Il laboratorio è ben descritto nel manuale "I formati" a cura di Marielle Muheim nella collana “Giocare con l’arte” reperibile facilmente in biblioteca.



Come hanno fatto artisti di ogni epoca e luogo, è preferibile offrire ai bambini formati diversi per esprimere il loro messaggio visivo.
Li si invita a scegliere una forma preferita e a dipendenza da che parte la si guarda può far venire in mente tante cose. La stessa forma può trasformarsi in un animale o in una faccia o in oggetto a dipendenza di come la si guarda.



È un gioco che stimola la fantasia e aiuta a creare relazioni tra le cose. Invita all’osservazione minuziosa e fa scattare la naturale creatività che ogni bambino possiede.

Scegliere di sperimentare a terra piuttosto che seduti al tavolo è un'altro modo di proporre un'attività che da un senso di libertà e autonomia. Scegliere la forma, scegliere dove e come posizionarsi, i tempi liberi, la padronanza di una tecnica imparata nei precedenti laboratori ha reso l'ambiente creativo e ha favorito le relazioni tra i bambini. 
Curiosi del lavoro del vicino si è parlato, si sono fatte ipotesi, scambiati consigli e punti di vista.



Le opere nate dalle forme sono tra le più diverse. Ne è nato un coniglio, una barca dei pirati, un cappello con la piuma, un gatto, il mare con i pesci e molto altro.



Il gioco continua con formati più piccoli da incollare su cartoncini. In questo caso ho scelto un formato quadrato. Le forme sono state ricavate da una precedente sperimentazione della tecnica del frottage. Ne ho parlato qui. È inoltre anche un modo per riutilizzare il materiale prodotto da altri laboratori. Dopo aver scelto la forma preferita la si incolla sul cartoncino e si completa l'opera pensata precedentemente.


La preferenza di utilizzare il pennarello nero è dovuta ad una scelta estetica. La forma già colorata richiama un colore neutro per non appesantire il risultato finale. Queste sono opzioni che l'operatore deve fare al momento della progettazione di un laboratorio. Si cerca di trovare un equilibrio e proporre materiali e strumenti anche, ma non solo, esteticamente belli.




Qui ho proposto il gioco delle forme utilizzando delle sperimentazioni sul segno. Le forme, rispetto alle precedenti che sono state tagliate, in questo caso sono state strappate.



Se la forma si trasformasse in un buco? Quanti buchi diversi? E se unissimo due buchi insieme? Cosa ci fanno venire in mente? Ecco una sperimentazione provata con gli adulti.







"Un foglio stretto e lungo, un foglio più stretto e più lungo, un foglio triangolare, un foglio ovale, un foglio a mezzo disco, un foglio a trapezio.
Oppure, un foglio strappato di una forma indefinibile ma che a guardar bene, girandolo in mano, sembra una testa di cane: basta metter gli occhi e il segno della bocca. Ecco fatto. I formati diversi dei fogli stimolano l'immaginazione dei bambini. Il solito foglio formato album blocca la fantasia e crea gli stereotipi.
Testo tratto da "I formati – Collana Giocare con l'arte" – Zanichelli.


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